SAMPDORIA MOMENT: l'espulsione di Acquah, una scossa e un ostacolo duro da gestire
L'ingenua espulsione di Acquah ha rappresentato un momento chiave con gravi ripercussioni nell'ennesima occasione gettata al vento in ottica europea. Fino a quel momento sembrava come l'assalto alla porta gialloblu fosse diventato soltanto un lontano ricordo, si faticava a ritrovare il bandolo della matassa e il Verona riusciva ad uscire dalla propria area con eccessiva disinvoltura rispetto all'inizio di gara.
Restare in 10 in una gara da vincere a tutti i costi al 12' della ripresa avrebbe potuto stendere un toro e invece paradossalmente ha fornito un'importante scossa alla squadra che da quel momento ha trovato dentro di sé ulteriori energie, apparentemente non più a disposizione, per accelerare i ritmi, chiudere il Verona nella propria metà campo, alzare il proprio baricentro e trascinare il pubblico che non ha mai smesso di incitare i propri beniamini.
Ogni elemento ha messo in campo il doppio delle proprie risorse psicofisiche per colmare l'inferiorità numerica e il contropiede che ha portato al goal di Lollo è stato d'autore, con una fuga inarrestabile di Muriel che si è fatto tutto il campo palla al piede, resistendo anche alle disperate cariche dei difensori gialloblu, e un Bergessio sul pezzo che ha accompagnato con i tempi giusti l'azione del compagno.
L'immediato pari realizzato da Toni è stata un'autentica doccia gelata, enorme fatica per trovare il vantaggio e dopo un paio di giri d'orologio tutto vanificato. A quel punto la delusione, aggravata dall'inferiorità numerica, è stata dura da gestire, anche se la squadra ci ha provato, con le residue energie, fino al triplice fischio finale. La Sampdoria aveva paradossalmente bisogno di un pugno da k.o. per scrollarsi la tensione e provarci con maggiore convinzione, ma al tempo stesso dimostra di essere infallibile a complicarsi la vita, perdendosi in un bicchiere d'acqua.


