Avv. Romei: "Vedere una squadra che dia il 120%. Non sto facendo un pensiero alla Presidenza di Lega"
L'Avvocato Antonio Romei ha avuto l'occasione negli studi di Sportitalia per tornare sull'addio di Vincenzo Montella alla panchina blucerchiata e sulla sua eventuale candidatura come Presidente della Lega di serie A:
"Se la Sampdoria è servita a Montella per svincolarsi dalla clausola di Firenze? Sinceramente non lo penso, Montella aveva fortemente voluto lavorare per la Sampdoria alla quale è sempre stato legato anche in ricordo della sua precedente gloriosa storia con la Samp, è stato il primo ad essere dispiaciuto per come sono andate le cose. Vero, al momento del cambio dell'allenatore eravamo vicini all'inizio della preparazione. Credo che - riporta Sampdorianews.net - nel calcio sia fondamentale avere un'energia positiva, una condivisione totale anche nello spirito, anche lui ha probabilmente avvertito che non si sarebbe sviluppata. Nelle ultime gare contro Sassuolo e Lazio abbiamo avuto alcuni episodi fortunati, ma non vanno dimenticati gli episodi sfortunati in occasione di gare che avremmo precedentemente meritato di pareggiare o vincere. L'esperienza dell'anno scorso è stata importante, il nostro obiettivo è vedere una squadra entrare in campo per dare il 120%, avendo un'identità precisa. Contro l'Atalanta la mia soddisfazione è stata ammirare una squadra che ha dato tutto, solo in questo modo sarà possibile disputare un bel campionato.
Eventuale futuro come Presidente della Lega di serie A: “In questo momento più che fare nomi bisognerebbe pensare a cosa dovrebbe essere la Lega. A mio parere manca una visione di tutte le società. Non ci sto facendo un pensiero. Se fossi Presidente cosa servirebbe? Una governance prima di tutto, in questo momento il Presidente non conta nulla non avendo poteri decisionali. Si sta assistendo ad una trasposizione delle società, manca una visione di sistema che peraltro manca in generale in Italia, ognuno pensa al miglior risultato per se stesso e non per il sistema, come accaduto sul tema delle ripartizione dei diritti tv. Va cambiata la governance, serve un progetto serio per cercare di far tornare i tifosi allo stadio come avviene invece da anni negli altri Paesi. Abbiamo perso appeal internazionale, come dimostrato dal fatto che i diritti tv del calcio italiano vengono venduti all'estero a cifre irrisorie, il nostro prodotto calcio deve tornare appetibile in Italia e soprattutto all'estero. Inoltre mancano le seconde squadre, in Italia non c'è la possibilità di far proseguire all'interno del club il processo di maturazione e percorso formativo dei ragazzi che escono dalla formazione Primavera, i quali vengono mandati in prestito in tornei difficoltosi come la Lega Pro”.


