Puggioni: "L'anno della B con Ventura andai in panchina ed ebbi la fortuna di assaggiare il calcio professionistico"
"Perchè ci lega un filo, un filo che mi porta dritto a lei", chissà quante volte ha ripetuto queste parole Christian Puggioni, lui che il blucerchiato ce l'ha nel destino. L'estremo difensore, in un intervista rilasciata a Primocanale , ha ripercorso le fasi della propria infanzia che lo hanno portato a giocare nella squadra del cuore:
"Nasco a Genova, come a tutti i bambini mi piaceva il gioco del calcio. Ho iniziato con l'oratorio, diciamo più con la chiesa che con l'oratorio, prendevo tanti gol però mi piaceva stare in compagnia e mio papà mi iscrisse alla scuola calcio Angelo Baiardo. Da li iniziai a giocare un paio di anni con loro, la Sampdoria non faceva la leva fino all'età dei pulcini. L'anno che fece i pulcini, Fotia su suggerimento di Guido Poggi, organizzò un'amichevole con il Baiardo ed in seguito a quella partita Rocco volle che io entrassi a far parte della scuderia della Sampdoria.
Da quel momento è iniziata tutta la trafila fino ad arrivare alla primavera. Ho avuto la fortuna di stare con la prima squadra l'anno sfortunato della serie B, con Ventura, mancammo la promozione per un punto. Quell'anno ebbi la fortuna, ad aprile, di andare in panchina ed assaggiare il calcio professionistico".


