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DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - l'inesauribilità e l'adattamento, il figliol prodigo mai partito e i biondi riflessiTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 23 agosto 2017, 09:00News Doria
di Matteo Rosagni
per Sampdorianews.net

DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - l'inesauribilità e l'adattamento, il figliol prodigo mai partito e i biondi riflessi

Rubrica settimanale di approfondimento sul centrocampo blucerchiato

Tecnicamente parlando, il centrocampo blucerchiato è senza dubbio il reparto che, già dallo scorso anno, regala le gioie maggiori ai sostenitori della Sampdoria. Nella passata stagione, sorprese come Torreira e Linetty o l'inesauribilità di Barreto avevano lasciato intendere quanto la compagine agli ordini di Mister Giampaolo, facesse vertire il proprio gioco sulla zona centrale del rettangolo verde. La finalizzazione, ovviamente, spettava poi ai vari Quagliarella, Muriel o Schick, i quali, specie gli ultimi due, erano in grado anche di regalare guizzi di imprevedibilità, di certo ben accolta da doriane e doriani, ma la fucina dove si plasmava il gioco, era comunque il centrocampo. Pur con alcuni oggetti misteriosi, vedi Alvarez o elementi in corso di ambientazione, come Praet, tutto è apparso comunque filare relativamente liscio, li dove la partita ha inizio.

La Serie A 2017/2018 è cominciata e, complice anche la dipartita di Muriel e la, quantomeno per ora, assenza di Schick, il centrocampo della Sampdoria è chiamato ancor di più all'impostazione della fase offensiva, in modo da poter servire le palle giuste all'inesauribile vecchietto col numero 27 sulla schiena e alle giovani promesse, entrate in rosa nella recente sessione di mercato.

La gara disputata contro la, bellissima, neopromossa Benevento ha così visto schierati sulla mediana Praet, ruolo che mai prima di approdare in blucerchiato era stato ricoperto dal belga, ma sul quale Giampaolo ha insistito, andando così forse a rallentare ancor di più l'ambientazione dell'ex Anderlecht, ma, col senno di poi, forse a ben veduta,  considerando il gioco che sta iniziando ad esprimere il fiammingo; un inesauribile polmone verde, amazzonico Barreto, che sa lottare senza sosta e regala ossigeno ai compagni, attraverso sgroppate utili maggiormente in fase difensiva, ma anche per la gestione complessiva di tutto il reparto centrale.

Quel figliol prodigo, mai partito, di Torreira, contro Gli Stregoni ha fatto constatare a tutti, non che ce ne fosse bisogno, quanto le sue qualità siano eccezionali e quanto la Società abbia bene a far di tutto per trattenerlo: a dispetto della statura che non lo rende certo parente del biblico Golia, l'uruguaiano non le manda a dire a nessuno, lotta, picchia, comanda, imposta: un piccolo, grande, regista. La novità assoluta di quest'anno, quello che da molti è stato definito come il colpo di mercato di Osti e soci: Gaston Ramirez. Schierato titolare sulla trequarti, a discapito di Alvarez, con sorpresa di molti e con gaudio di alcune pagine satiriche blucerchiate, si è dimostrato una sorta di diamante grezzo: le qualità paiono non mancare affatto ed il suo zampino sul secondo gol di Quaglia siglato a discapito dei campani, ad esempio, lo dimostra, ma sono forse ancora un po' sofisticate e nascoste: potrebbero però davvero emergere e, col tempo, Ramirez riuscirà a far brillare il centrocampo della Sampdoria non solo coi riflessi del suo biondo crine.