Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / Altre Notizie
Dalla pettorina di Greenpeace al blitz nel garage, l’incredibile anno blucerchiato di Clarence SeedorfTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 06:35Altre Notizie
di Redazione TMW

Dalla pettorina di Greenpeace al blitz nel garage, l’incredibile anno blucerchiato di Clarence Seedorf

Il fulmineo passaggio di Clarence Seedorf dalla Sampdoria al Real Madrid nell'estate del 1996 si consumò attraverso un memorabile blitz di mercato firmato da Fabio Capello
Sul prato verde dello stadio Giacomo Carlini di Genova, l’aria di fine estate profuma di calcio e di grandi speranze, la Sampdoria del presidente Enrico Mantovani si presenta ai nastri di partenza della Serie A 1995-1996 come una splendida fuoriserie, in panchina siede lo svedese Sven-Göran Eriksson, in campo la classe infinita di Roberto Mancini guida un gruppo di giovani talenti destinati a dominare l'Europa. Tra di loro c'è un diciannovenne olandese appena prelevato dall'Ajax, Clarence Seedorf, un colosso balcanico dal sinistro di dinamite, Siniša Mihajlovic, e un centrocampista totale nato in Nuova Caledonia, Christian Karembeu. Ma quella mattina, prima che inizino a rotolare i palloni, quei ragazzi decidono di fare qualcosa di insolito per il calcio milionario degli anni novanta, si sfilano la mitica casacca blucerchiata e infilano sopra la testa una pettorina bianca e gialla, sopra c'è impresso il logo di Greenpeace.

La protesta contro i test a Mururoa

I sorrisi dei campioni si fanno seri davanti agli obiettivi dei fotografi, la Sampdoria decide di schierarsi apertamente contro i test nucleari francesi nell'atollo di Mururoa, nella Polinesia Francese, ordinati dall'allora presidente Jacques Chirac. Una presa di posizione politica e ambientale fortissima, quasi rivoluzionaria per un mondo, quello del pallone, spesso accusato di vivere in una bolla di indifferenza. A guidare la protesta c'è soprattutto Karembeu, che in quelle isole del Pacifico ha le sue radici e la sua famiglia, ma al suo fianco ci sono tutti, dal leader Mancini ai nuovi arrivati. La foto fa il giro dei telegiornali e dei quotidiani, il calcio italiano scopre di avere un'anima e una coscienza sociale.

L'anno di "Samp for Peace"

Quell'istantanea non rimarrà un caso isolato. In quella stagione straordinaria e romantica, in attesa di siglare un accordo con uno sponsor commerciale, la Sampdoria decide di trasformare la propria maglia, da molti definita la più bella del mondo, in un manifesto politico. Sul petto dei giocatori compare la scritta "Samp for Peace". È un grido d'aiuto e di sensibilizzazione per i drammatici conflitti che in quegli stessi mesi stanno insanguinando i Balcani e la Cecenia. Mihajlovic, che vive il dramma della guerra nella ex Jugoslavia sulla pelle della propria famiglia, corre ed lotta con quel messaggio sul cuore.

Una stagione fugace ma indimenticabile

Quel campionato si chiuderà con un ottavo posto e lo straordinario exploit sotto porta di Enrico Chiesa, autore di 22 reti, ma quella squadra era troppo bella per durare. Quella fu l'unica, memorabile stagione italiana in blucerchiato per Clarence Seedorf, le sue geometrie e la sua precocità impressionarono a tal punto Fabio Capello da spingere il Real Madrid ad acquistarlo nell'estate del 1996, dando il via alla sua leggendaria epopea internazionale.

Il blitz nel garage, quella notte in cui Capello cambiò la storia di Seedorf e del Real Madrid

I motori delle auto si spengono uno dopo l’altro nel parcheggio dello stadio Luigi Ferraris, la stagione della Sampdoria è agli sgoccioli e i tifosi stanno lasciando Marassi, ignari del fatto che a pochi metri da loro, nell’ombra dei riflettori che si affievoliscono, sta per compiersi uno dei colpi di teatro più clamorosi della storia del calciomercato europeo.Clarence Seedorf, diciannove anni e la spavalderia di chi sa di avere il mondo ai propri piedi, sta camminando verso la sua vettura. All'improvviso, una figura imponente gli sbarra il passo. È Fabio Capello, l’uomo che ha appena accettato la panchina del Real Madrid con una missione quasi impossibile, restituire la grandezza perduta ai Blancos. Don Fabio non è tipo da perdersi in preamboli, guarda il ragazzo negli occhi e, con la sua proverbiale autorevolezza, gli lancia la sfida: “Senti, Clarence, vuoi venire al Real Madrid con me?”. La risposta del gioiello blucerchiato è secca, senza un briciolo di esitazione: “Sì, mister. Vengo”.

Una firma clandestina tra le auto

Da quel preciso istante, la trattativa si trasforma in una spy story di altri tempi. Il presidente della Sampdoria, Enrico Mantovani, fiuta la portata dell'affare, ma l'operazione deve rimanere segretissima per evitare l'inserimento delle altre grandi d'Europa. Non ci sono i social network, non ci sono gli smartphone, e per sfuggire agli occhi indiscreti dei cronisti serve un'idea folle. L'accordo definitivo non viene siglato in un hotel di lusso o nella sede di via Allegri, ma all'interno di un anonimo garage privato in Italia. È lì, tra l'odore di polvere e di benzina, che gli emissari del Real Madrid e l'entourage del calciatore srotolano i contratti sul cofano di un'auto, una firma rapida, quasi clandestina, che mette fine all'unica, fulminea stagione genovese dell'olandese.

L'affare del secolo per i Blancos

Nelle casse della Sampdoria arrivano circa 8,6 miliardi di lire (l'equivalente di 4,5 milioni di euro), una cifra record per un teenager a metà degli anni novanta. A Madrid, l'arrivo di quel ragazzino con le treccine viene accolto inizialmente con curiosità, ma Seedorf impiega pochissime settimane a prendersi le chiavi del centrocampo del Santiago Bernabéu, stringendo una cerniera insuperabile con l'argentino Fernando Redondo. Quella trattativa nata in un parcheggio e siglata in un garage cambierà per sempre il destino del calcio europeo. Al suo primo anno in Spagna, Seedorf vincerà la Liga; al secondo, solleverà la Champions League, spezzando un digiuno madridista che durava da ben 32 anni e dando inizio alla sua leggenda di "Professore" del calcio mondiale. A trent'anni di distanza, di quella Sampdoria del 1995-1996 non restano solo i gol e le giocate spettacolari, ma il ricordo di un calcio romantico che, per un attimo, non ebbe paura di alzare la testa e schierarsi dalla parte della pace.

Altre notizie