Dominguez si presenta: "Vi dico perché ho scelto il Sassuolo. Aquilani? Mi piace"
Nelle scorse ore l'esterno Benjamin Dominguez si è presentato da nuovo giocatore del Sassuolo - che lo ha acquistato quest'estate in prestito con diritto di riscatto dal Bologna - parlando ai canali ufficiali del club neroverde. Ha cominciato ripercorrendo la sua storia personale: "Ho iniziato in un club del quartiere, Siglo 21 si chiama. Poi ho giocato nelle comunità rurali e sono andato al Gimnasia. Avevo 14 anni e lì ho fatto tutto il settore giovanile: il soprannome ‘El Nene’ viene perché la gente mi chiamava così, dato che ho la faccia di un ragazzino. Sembro più giovane. Anche perché sono andato in prima squadra quando avevo 17-18 anni, avendo fatto in tutto quasi 7 anni. Una grande parte della mia vita, è un club storico che ha tifosi pazzi che gli vogliono molto bene".
Il periodo a La Plata
E ancora, Dominguez prosegue nei ricordi in salsa argentina tornando con la mente all'esordio in prima squadra con il Gimnasia La Plata: "Mi ricordo che ho giocato tre minuti e non ho toccato la palla. Però è stato bello perché c’era un obiettivo". Quindi, è arrivato anche il primo gol da professionista: "Mettono il cross, un mio compagno, Alemán, e loro la respingono. Io ero lì fuori dall’area e l’ho presa al volo. È stato un bel gol". Alla fine, c'è stato anche da dare l'addio: "Ricordo che nei giorni prima mi dicevano di non giocare la partita, però io non potevo lasciare la mia squadra senza salutare davanti alla mia gente. Ho fatto gol e il Gimnasia è andato ai quarti di finale. Io sono di La Plata e per strada avevo un rapporto rispettoso con la gente, una bellissima parte della mia vita".L'arrivo in Italia, a Bologna
L'arrivo in Europa lo porta in Italia, al Bologna, alla corte di mister Vincenzo Italiano: "È stato importante per me perché quando sono arrivato qui mi ha detto che la società del Bologna gli aveva chiesto di me e lui ha detto di sì. Il primo anno è stato importantissimo perché abbiamo vinto la Coppa Italia. La città era impazzita. Sono molto contento di aver fatto parte di quel Bologna che vinto dopo 52 anni: sono tanti. Rimarrà nella storia". Più in generale, l'esterno riassume così le sue due stagioni con i rossoblù dell'Emilia: "Molto interessanti perché non mi aspettavo di crescere così. Il primo anno, come ho già detto, è stato più importante del secondo perché ho avuto più campo, ho giocato di più e abbiamo vinto il trofeo. Però in generale sono cresciuto molto: oggi sono qui al Sassuolo e cercherò di fare del mio meglio". E ancora, sulla Serie A dice: "Qui è molto fisico, fisico fisico. C’è più qualità e poi è uno dei primi campionati in Europa. Qui ci sono i più forti. La mia caratteristica principale è l'uno-contro-uno, non ho mai paura di andare a duello".Il presente si chiama Sassuolo
Dopo il Bologna, è arrivato il Sassuolo. Con cui ha trovato il primo gol, in Coppa Italia contro il Frosinone: "Sono contento, segnare è sempre bello e in quattro partite qui ho già trovato il primo gol. Questo per me è importante". L'esterno si addentra poi sulla scelta dei neroverdi: "Il Sassuolo è una squadra importante e crea un legame con i giocatori. Queste sono cose che ti fanno scegliere per loro. Mi sto trovando benissimo nel club, mi sto ambientando". Merito probabilmente anche delle dritte di mister Aquilani: "Con lui ho parlato prima di venire, mi ha chiamato: mi piace. Chiede alla squadra di far arrivare la palla agli esterni il più pulita possibile e giocare lì, negli ultimi trenta metri. Sono contento di averlo". E il ruolo preferito? "Mi piace giocare dentro, ma anche largo così posso puntare l'uomo. Falso nove? Perché no, mi piacerebbe".Altre notizie
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