Sassuolo, vietato innamorarsi della Juve: a Monza una sconfitta che insegna più del 3-2
Il problema delle notti perfette è che prima o poi arriva il mattino. E il Sassuolo, cinque giorni dopo aver mandato a letto la Juventus con un gol al 94', si è svegliato a Monza con quel leggero mal di testa tipico di chi la sera prima ha festeggiato troppo. Non perché i neroverdi abbiano sottovalutato l'avversario o siano scesi in campo con la pancia piena, sarebbe una spiegazione sin troppo facile. Piuttosto perché il calcio, quello dispettoso, ha ricordato alla squadra di Alberto Aquilani che diventare grandi significa soprattutto fare bene le cose normali dopo essere riusciti in quelle straordinarie.
Il 2-1 del Brianteo fa male proprio per questo. Non cancella nulla di quanto costruito nelle prime settimane e tantomeno ridimensiona la vittoria contro la Juventus, ma impedisce al Sassuolo di mettere il timbro su quello che poteva diventare qualcosa di più di un ottimo avvio.
Un Sassuolo che non aveva cominciato male
Eppure per un tempo la partita sembrava anche indirizzata nella maniera giusta. Il Sassuolo ha costruito occasioni, costringendo Törnqvist a intervenire più volte, soprattutto su Berardi e Thorstvedt. Il Monza ha sofferto ma è rimasto in piedi. Poi, nella ripresa, sono bastati dodici minuti per cambiare tutto: Varela al 51', con la collaborazione decisiva di un Muric impreciso, e ancora Varela al 63' su rigore provocato da Esposito. Se contro la Juventus il Sassuolo aveva dato l'impressione di poter sopravvivere a qualsiasi cosa - raggiunto sull'1-1, era ripartito, eaggiunto nuovamente sul 2-2 al 91' era andato ancora ad attaccare e aveva vinto - a Monza, invece, dopo il primo schiaffo è arrivato quasi immediatamente il secondo e la reazione vera si è vista soltanto quando il cronometro aveva già cominciato a prepararsi per andare a casa.
Il prossimo esame di Aquilani
Adzic, ormai abbonato alle cose belle, ha disegnato all'88' una punizione splendida. Poi Bowie ha sfiorato il gol nel recupero e per qualche secondo il Sassuolo ha persino accarezzato l'idea dell'ennesima rimonta impossibile. Sarebbe stato un punto prezioso, forse meritato specie per il primo tempo, ma soprattutto avrebbe nascosto sotto il tappeto alcuni errori che invece è meglio vedere, perché questa sconfitta non deve aprire processi. Cinque giornate sono troppo poche per emettere sentenze e sette punti restano un bottino dignitoso, costruito affrontando anche Atalanta, Bologna e Juventus. Prima di Monza, inoltre, il Sassuolo non perdeva dall'esordio e arrivava da quattro risultati utili consecutivi considerando tutte le competizioni.
Non tutte le partite possono essere Sassuolo-Juventus. Bsogna vincerle a Monza, magari soffrendo, magari giocando peggio, magari portandosi a casa tre punti sporchi che nessuno ricorderà a maggio: è questo il prossimo esame di Aquilani.






