Allegri sibillino sul futuro alla Juve. Intanto perde Vlahovic per la semifinale con l’Inter
Si riparte dal calcio di rigore di Lukaku in risposta al vantaggio bianconero targato Cuadrado. Il punto di partenza per capire chi volerà in finale fra Juventus e Inter è il pareggio dell’andata che regala così, nella serata di San Siro, sostanzialmente una gara secca. “Dobbiamo prepararci con serenità e voglia di rivalsa per raggiungere un obiettivo importante come la finale di Coppa Italia, - ha aperto Allegri in conferenza stampa, - se saremo bravi e fortunati ci riusciremo, altrimenti faremo un applauso all'Inter”.
Un Allegri sibillino sul suo futuro.
E alla vigilia di una sfida di questo calibro che può valere l’accesso a una semifinale, è una risposta sul proprio futuro che cattura l’attenzione nella conferenza stampa di Massimiliano Allegri. Sibillino il tecnico livornese: “Ho un contratto di due anni e sono un privilegiato a lavorare alla Juventus. Lavorare sette anni qui è per poche persone. Poi nell'arco della vita ci sono momenti di difficoltà in cui le cose non vanno bene, bisogna affrontarli con spalle larghe e serenità. Dobbiamo pensare a finire bene il campionato e le coppe. Però bisogna avere le idee chiare sulla stagione prossima, siamo a un mese e mezzo dal termine di quella attuale e la Juventus deve programmare il futuro sapendo che bisogna tornare a vincere”. Parole che possono lasciare spazio a diverse interpretazioni in un momento in cui proprio lui sembra essere la grande certezza del prossimo anno.
Senza Vlahovic pronto l’attacco senza punti di riferimento. E può rivedersi Bonucci.
Una e una sola invece l’interpretazione sulle condizioni di Dusan Vlahovic: “Vlahovic ha avuto una distorsione alla caviglia in allenamento, difficilmente ci sarà”. Salvo sorprese inattese dunque il serbo resterà a Torino a fare terapie e cercare di recuperare in pochi giorni: le preoccupazioni sulle sue condizioni non sono elevate. E dunque chi al posto di Vlahovic? Senza Kean anch’egli infortunato e con Milik impegnato per 90 minuti domenica ecco che prende corpo l’idea di un attacco senza punti di riferimento composto da Chiesa e Di Maria. E dovrebbe rivedersi sul rettangolo verde è capitan Leonardo Bonucci (l’ultima apparizione in campo a metà marzo con la Sampdoria) che viaggia verso un posto dall’inizio nella linea difensiva. La sua esperienza per strappare la finale di Coppa Italia in quel di San Siro.






