Cagliari, Pisacane: "Essere diversi da Monza è un dovere. Maldini va aiutato e corretto"
Live TMW12.35 - Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, interviene in conferenza stampa al Crai Sport Center alla vigilia della sfida contro il Bologna. Inizio previsto alle ore 12.45.
12.45 - Qualche minuto di ritardo per Pisacane.
12.54 - Inizia la conferenza stampa di Fabio Pisacane.
Come stanno gli infortunati?
"Felici e Idrissi sono indisponibili, stiamo valutando di mandare Trepy con l'U20 per fargli fare minutaggio. Non è sicuro, ma ve lo volevo dire".
Com'è stata la settimana dopo la prima arrabbiatura?
"Avete visto una partita mai vista, ma anche dopo Verona eravamo tutti provati, anche dopo la partita contro l'Inter... Quando si perde non fa piacere, non si può provare gioia. Un ko diventa utile se quella successiva si correggono i comportamenti".
Che Bologna si aspetta?
"Ha una rosa fortissima, è stata costruita per rimanere il più possibile tra i primi 7. Ha un attacco di una squadra che ha ambizione e vuole fare qualcosa di importante come fatto negli ultimi anni, mi è dispiaciuto molto per Tedesco, era bello avere un allenatore del genere in Serie A, mi piace tantissimo l'idea diversa che stava portando. Mi è capitato di vederlo giocare, dispiace perché fa capire ancora una volta quanto siamo legati ai risultati, hanno avuto solo sfortuna, hanno fatto cose egregie. Palladino si è distinto per i successi, ha fatto bene a Monza, a Firenze e a Bergamo. È giovane, ha iniziato da poco come me, ma sta facendo vedere che è un tecnico importante. Gli auguro a partire dalla prossima che possa fare ancora meglio. Il Bologna ha potenziali titolari, doppioni, triploni... A volte un infortunio ti toglie problemi, c'è Dovbyk, Enem, Bernardeschi, hanno giocatori forti che possono giocare titolari in squadre che giocano per un obiettivo diverso".
Rivedremo le due punte?
"Una delle domande più frequenti che ho ricevuto è 'finalmente possiamo vedere le due punte?'. Io ho sempre detto di sì e per me lo abbiamo fatto anche bene nella prima parte della partita, abbiamo avuto dati che non avevamo avuto prima. Tutto però si compensa, hanno creato meno e hanno fatto più gol. Se dobbiamo basarci sul risultato dico di no, ma se guardiamo il percorso posso dire che possiamo rivederle anche domani".
Maldini le piace più un po' più indietro o più avanti?
"Ha fatto la punta, ma sempre con libertà di movimento, ha sempre avuto questa possibilità anche nelle gare passate. Va stimolato e aiutato all'interno di una gara, ma anche corretto per modificare la sua posizione. Giocava esterno, ma non doveva andarci. È stata una partita no per lui e per altri, siamo tutti colpevoli, non ne va trovato uno per forza".
In quale partita farà più turnover?
"Noi ragioniamo di partita in partita, quella che conta è quella di domani. Non mi piace parlare di quello che sarà, anche se un'idea posso averla, ma nel calcio cambia tutto da un momento all'altro".
Avete un cartello con scritto: 'O vinco o imparo'. Ha imparato da Monza?
"Sono 11 anni che leggo quel cartello. Ho imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie, i successi a volte nascondono la polvere sotto il tappeto, il risultato sembra il target da raggiungere a tutti i costi, sembra dia anche dei benefici a chi non li merita. È stata una partita analizzata e corretta, ci ha fatto capire che una cosa è mancata, sappiamo di cosa abbiamo bisogno ed è l'atteggiamento, che non dobbiamo sbagliare da qui in avanti".
C'è possibilità di rivedere Kevin Carlos?
"Nel suo momento migliore ha avuto un problema familiare importante, stava trovando la forma... Ha bisogno di lavorare, veniva da 2 mesi di poco o nulla, era fuori squadra al Nizza, questo è stato l'intoppo che non gli ha permesso di dare continuità. Contro l'Inter è entrato molto bene, mi è piaciuto il suo spirito, non è venuto qua per non giocare mai, non vediamo l'ora di dargli una chance".
Domani sceglierà sempre tra i 3 centrali utilizzati finora?
"Il ballottaggio è a 4, c'è anche Kofler. Ha potenzialità, l'ho penalizzato... Lui è subentrato contro l'Inter bene, merita una possibilità, non vedo l'ora di dargliela, è un patrimonio del Cagliari, va messo nelle condizioni di poter crescere e lo fa giocando. È un ballottaggio aperto, ho 4 centrali forti, di cui 2 giovani. Mi baso anche sull'avversario".
Si sente di promettere ai tifosi che vedranno un altro Cagliari?
"È un dovere, non deve essere una promessa. Dobbiamo giocare sempre con il sangue agli occhi e sudare la maglia, deve appartenere alla mia squadra perché deve essere la fotografia del loro allenatore. È il minimo che possiamo fare, non devo promettere niente. Non dobbiamo fare prestazioni come a Monza".
Cosa è cambiato nel Bologna da Tedesco a Palladino?
"Tutti avete dei gusti, Tedesco mi affascina. Ho fatto un percorso di crescita a Salisburgo, mi piacerebbe andare a cena con lui, si avvicina a quello che io vorrei portare avanti, mi è dispiaciuto. Stimo Palladino professionalmente, non significa che non sia contento per lui, non lo conosco sotto il lato umano, ma se allena in Serie A così giovane avrà valori. Hanno due mentalità diverse".
Quanto è importante nel percorso del suo Cagliari il passo falso e la lezione che vi è stata data?
"Quando ho incontrato Juric mi ha detto che non si aspettava una squadra con un palleggio come il nostro. Proviamo a preparare le partite capendo punti deboli e punti di forza, pensavamo che una struttura che abbiamo portato avanti ci potesse dare benefici. Quello che si è visto mi fa piacere, quello che non si è visto mi fa ancora più piacere. Sarei su un binario sbagliato se fossi contento dopo un 4-0, la squadra di partita in partita cercherà di gestire meglio la palla, però con Parma e Lecce si sono visti progressi. Non significa che contro chi gioca per un obiettivo diverso dobbiamo rinunciare fatica, riusciremo a durare di più. Mi aspetto che siamo dei cani e degli animali quando perdiamo la palla per riconquistare la sfera o fare fallo".
A che punto è la crescita di Fadera?
"Ha qualità chiare, deve attaccare la profondità, fa più fatica a venire incontro. Se è uno dei primi a entrare significa che mi fa vedere cose buone, arriverà il momento per giocare dal primo minuto, magari già domani o nelle prossime. Se lo merita".
Dove ritiene di dover crescere?
"In tutto, poi se in un aspetto o in un altro posso essere più avanti perché ho studiato di più, va migliorato ugualmente. Fa parte della mia ambizione. Non posso pensare dopo 14 mesi di non dover migliorare niente o di farlo poco. Se avrò la fortuna di andare il più avanti possibile, indipendentemente dagli anni, la forza è ragionare sempre nello stesso modo. La perfezione deve essere astratta".
Come riesce a trasmettere la sua mentalità alla squadra?
"Guardano i miei comportamenti ancora prima di quello che dico, devo essere lucido sempre, freddo e a volte anche cinico, dispiace dirlo. Sono le tre cose che fanno capire come vivi la vittoria e la sconfitta. Come dicevo prima, le sconfitte mettono fuori di più la persona. La mia frustrazione e il mio esaurimento sicuramente non lo ripongo sulle loro spalle".
13.16 - Fine della conferenza stampa.






