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Como, Fabregas: "Dobbiamo ricordarci dove eravamo 4 anni fa. Godiamocela con lo United"

Live TMW
Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 17:04Serie A
20.10.2026 17:04Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026

Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Manchester United in Champions League. Di seguito tutte le dichiarazioni riprese live da TMW: "Una giornata storica, un'altra volta. Per la nostra società, i tifosi, la città. Un momento molto speciale che stiamo vivendo in questi mesi. Noi, staff e giocatori dobbiamo adattarci bene, giocando sempre con tranquillità e ambizione. Grandissima squadra e giocatori. Sono il Manchester United. Godiamocela, proviamo a vincerla".

La sorprende trovare il Manchester United così in crisi?
"La crisi nel calcio non esiste secondo me. Non l'ho mai vissuta. Ogni tre giorni c'è una gara per la quale lottare e vincere. Sono 11 contro 11, devono fare il meglio possibile. La crisi la inventate voi. Noi siamo professionisti, vogliamo competere da quando siamo nati tutti. Non credo nella crisi".

Come si affronta un impegno ogni tre giorni?
"Si deve gestire in maniera naturale. Tanti giocatori non l'hanno mai fatto, dobbiamo essere tranquilli e giocare con ambizione. Dobbiamo migliorare. Tra cinque anni saremo sempre migliori di ieri".

Come si insegna che la storia non va in campo?
"Si insegna non parlando di quello. Altrimenti entrano con paura. Andiamo in campo e vediamo che succede. L'allenatore deve dare fiducia per andare in campo. Se pensiamo di essere più in alto di quello che siamo sarà sempre più difficile".

Il punto sulla squadra?
"Sfortunatamente ci sarà un lungo stop per Jesus Rodriguez. Ha avuto uno stop all'ultimo secondo dell'allenamento, non sembra lieve ma più grave. Chalobah avrà minimo 2 settimane fuori, quindi 4/5 partite fuori. Kean vediamo se sabato ce la fa. Diao sicuramente come già detto, dopo la sosta può magari arrivare all'Inter".

Le piacerebbe tornare al Manchester United da allenatore?
"Come potrai comprendere non voglio rispondere. È senza rispetto per Michael Carrick, per un'istituzione come lo United".

Cosa rappresenta per voi una partita del genere?
"Rappresenta molto per noi, come club. Sono arrivato qui 4 anni fa, come calciatore e se vedi cosa ho visto quando sono arrivato qui allora e com'è ora è tutta un'altra cosa. Dobbiamo essere umili però. C'è molto da imparare. Lo United è un club storico, che conosco molto bene. Competeremo sul campo, vedremo come andrà, ma rispettiamo chi sono e cosa fanno. Sono giocatori incredibili".

Come attaccherete lo United?
"Ci sono diversi modi di attaccare. Proviamo a studiare le debolezze, non dimentichiamo però cosa facciamo. Oggi ha fatto un passo in avanti importante. Non facciamo solo il modo di attaccare a destra o a sinistra. Poi lavoriamo come sappiamo per fare loro del male. Hanno un modulo e dei principi di gioco. Il calcio è dei giocatori. Ogni volta ce lo dimentichiamo, tra direttore e staff.

Com'è nata e cresciuta questa storia con il Como?
"Mi sono ritirato e ho allenato la Primavera. Poi il presidente mi ha chiesto quale fosse il piano, la mia visione. Per il club rappresento tutto quello che si aspettano, da raggiungere. Perrone, Diao, Nico Paz e rispondono tutti bene, Suwarso si occupa di tutto quello che serve a noi. Lavoriamo come una squadra, ci fidiamo non dell'altro. Lui è mio amico, lavoriamo come una famiglia e anche con Ludi. Quando vedi che i tifosi si divertono quando vengono qui, il club cresce ed è la cosa più bella. Siamo una famiglia. Anche quando perdiamo, i tifosi vengono da noi, ci supportano ed è molto speciale. Dobbiamo ricordarci dove eravamo 4 anni fa. Se lavoriamo forte insieme, la storia del Como sarà bellissima e verrà ricordata per sempre".

Giocherà Douvikas? Quanto cambia giocare in Champions?
"Non parlo mai di chi gioca e chi no. Quando analizzi partite di Champions, analizzi le migliore squadre di ogni campionato: molto dominante, che normalmente vincono quasi tutte le loro partite. Si vede chiaramente quali sono le idee di quella squadra. Vincere in Italia comunque è molto difficile, facciamo tanti uomo a uomo, in ogni parte del campo. È più facile da analizzare in Italia".

Quanto può crescere Nico Paz?
"Nico ha un potenziale enorme. Ha ambizione e personalità. Ha la mentalità di giocatori di anni fa, che non si accontenta mai. Sa la mia opinione, conosce bene quello che può migliorare. Ci sta lavorando e provando, ha solo 22 anni. Ma se continua così sarà migliore in futuro".

Dopo il Feyenoord è stato un po' più negativo del solito...
"Sì, ho cambiato la mia opinione. Abbiamo fatto tante cose bene, con e senza palla. La sensazione che c'è al campo di casa cambia rispetto a fuori casa. Alcune volte noi per inesperienza può succedere. Continuerà a succedere comunque, ma è importante portare qualcosa a casa".

Dualismo Sanchez-Butez. Domani chi gioca?
"Douvikas gioca? Sì. Il portiere non te lo dico però. Jean era ed è importantissimo, continuerà a giocare tanto ma c'è una competizione con Robert che alzerà il livello di tutti. Io intendo così la competizione e il calcio. Alcune volte si vedrà un portiere, altre un altro. Daremo consistenza a chi sta facendo bene".

Cosa ti fa provare a stare in un club che sta crescendo molto velocemente piuttosto che stare in un club che deve vincere subito?
"È qualcosa che non dimenticherò mai: valuto tutto. Lo stiamo facendo con dei ragazzi che giocano in Champions, ed è speciale. Il giorno della promozione, quando siamo arrivati decimi, quando ci siamo qualificati in Champions League. Sono sensazioni, sentimenti e quando abbracci chi ti sta accanto è una cosa unica. Noi continuiamo a lavorare. Non dobbiamo dimenticare da dove arriviamo, ma pensiamo ad oggi e a quello che può succedere in futuro. L'anno scorso è passato, non si vive lì, altrimenti chi lo pensa si dovrebbe ritirare. Abbiamo 15 giocatori, quindi dobbiamo gestirla. Dobbiamo adattarci ogni volta a qualsiasi cosa, senza ascoltare al rumore e rimanendo focalizzati".

Che dici dello United?
"Sono molto forti in contrattacco, cercheremo di non permetterlo. Ma come vuoi riuscirci? Questa è la domanda. Rispetti l'avversario, rimanendo sempre noi stessi".

Solitamente difficile che abbia giocato con tre trequartisti, ma sempre con esterni che puntano. Mancando Diao e Jesus Rodriguez ora?
"Per noi ovviamente ci sono principi di gioco e ci sono caratteristiche di giochi individuali. Si fa il piano gara e si cambia un pezzetto, ma l'idea è sempre la stessa. In Serie B giocavamo 4-4-2, con Cutrone infortunato giocavamo con Verdi là e cinque centrocampisti. Penso che l'adattamento di questa squadra in questi anni sia incredibile. Si trovano soluzioni e non bisogna avere paura. Ogni ostacolo è un'opportunità ancora. L'altro giorno è stata un'opportunità per Liberali, abbiamo trovato un altro giocatore.

TMW - Si sente un po' il Wenger di Nico?
"Di Wenger ce ne sarà solo uno. Sento responsabilità, sì, quando porti un giocatore giovane qua e il papà e la mamma ti lasciano il loro figlio. Poi ero sono sempre molto bravi, ascoltano, lottano per quello che vogliamo. Non voglio portare giocatori qua solo per farlo, ma voglio formare campioni, questa è la differenza. A me piace conoscere la famiglia dei giocatori. Per capire chi arriverà qua. Come gestore della squadra. Il grande merito è di questi giocatori, di quello che fanno in campo, con questa qualità. E a me basta questo".

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