Così Luis Campos coi fantamilioni del Qatar ha già rivoluzionato il calciomercato del PSG
Non tradisca l'ennesima estate milionaria del Paris Saint-Germain, la squadra del Qatar ha cambiato filosofia. Spendere per vincere, spendere per trionfare, beninteso, ma farlo con logiche e prospettive orientate al futuro e al tempo che verrà. Se le ultime sessioni hanno portato le straordinarie figurine di Lionel Messi, di Neymar, di Sergio Ramos, di Thiago Silva e via discorrendo e collezionando campioni, adesso il vento ha preso un'altra direzione.
Con benzine qatariote nel motore, nelle casse e nella possibilità d'acquistare, Luis Campos ha potuto arrivare sulle vette dei propri sogni. Essere in un grandissimo club ma portar lì la sua filosofia da talent scout. Scegliere i migliori talenti, o quanto meno giocarsela con le grandi di Inghilterra, Spagna e Germania, e provare a portarli a casa. Perché Kylian Mbappé dal Monaco sembrò quasi un alieno in quella costellazione d'alieni a suon di denari e con le carte d'identità che raccontavano già di carriere e successi, d'allori e di glorie.
Luis Campos, professione talent scout, scopritore, come prima mossa sulla sua scacchiera dorata ha portato Christophe Galtier. Col quale è riuscito a buttar giù il Re dal Trono, Lille primo e Paris secondo. Poi, avanti col talento. Perché Hugo Ekitike dal Reims rappresenta al meglio il nuovo corso: il PSG è conscio che le volontà future di Mbappé saranno quelle d'indossare lo smoking bianco del Real Madrid ed è proprio per questo che il club ne ha preso il più credibile erede francese. È per questo che a centrocampo ha puntato sul rilancio e sulla ricerca della consacrazione di Renato Sanches e sul talento di Vitinha, dopo che un altro portoghese, Nuno Mendes, è stato riscattato.
Milan Skriniar in difesa è stato rincorso perché il Paris crede che del domani, con questi ragazzi, ci sia certezza, ma pur sempre meglio averne anche altre per il presente con un giocatore comunque con diversi anni di carriera pesante davanti. Ci riproveranno, lo prenderanno, probabilmente. Non è certo la squadra della gente, dei ragazzi che inseguono un sogno, di quelli che sfidano i grandi e via discorrendo. Il PSG è tutto fuorché una favola ma almeno non è più la mera collezione di campioni strapagati a peso d'oro. C'è una logica, una costruzione, un progetto. E quel che sarà, sarà. Ma Campos pare già saperlo.






