Dybala è un addio? A Roma si riparte con il ‘Non c’è mai una Joya’
È stato un ferragosto di fuoco nella capitale e a far alzare ancor di più le temperature è stata - per l’ennesimo giorno - la questione Dybala-Arabia.
Sembrava che tutto fosse già stato scritto e concordato. Tra le 12 e le 16 di ieri una tempesta di notizie riportava la chiusura dell’affare.
Da "La Joya ha accettato l’offerta, è pronto a partire per l’Arabia per un triennale da 65 milioni complessivi” fino alla smentita giunta dopo qualche ora.
Ragionando. La proposta dell'Al-Qadsiah è invitante sotto il punto di vista economico ma non di certo sotto quello professionistico. Il Campionato italiano è competitivo, avvincente e imprevedibile, quello arabo completamente diverso sotto ogni aspetto.
La questione centrale però non riguarda le scelte di campo, cuore o affinità tanto più quelle di centralità di progetti.
Che sia stato Dybala ad aver avvicinato le richieste arabe o il club ad averlo messo sul mercato, a breve capiremo il ‘non detto’ di questa vicenda.
Le domande sono tante. Se è vero che l’ingaggio del 21 giallorosso pesa sulle casse della società è anche vero che ad oggi un giocatore con le sue doti, fantasia ed eleganza è difficile trovarlo in questa rosa. Ghisolfi avrà il tempo di inserire un calciatore che possa avere il suo istinto del gol nei giorni che rimangono? O sono Soulè e Dovbyk il centro da cui ripartire?
Mancano 4 giorni alla deadline che è stata fissata ma qualcosa fa presagire che un accordo verrà trovato prima.
Si dice che la notte porti consiglio e chissà dopo queste ore cosa frulli in testa a Dybala. Si lascerà ancora corteggiare o dirà il fatidico sì?






