El Shaarawy, tra Roma e mercato: il futuro del Faraone è in bilico
É tempo di bilanci e la Roma con Mourinho i suoi già li ha fatti. C’è una squadra di esuberi da cedere capitanata da Diawara. Il guineano, però, sta rifiutando ogni offerta e come successo già lo scorso anno ai vari Pastore, Nzonzi, Santon, Pedro e Florenzi, sarà messo fuori squadra fin quando non sarà ceduto. Ci sono poi anche tutta una serie di calciatori sui quali invece vige la regola del ‘mercato dinamico’ e dunque il cui futuro è strettamente legato a opportunità che possono nascere dall’oggi al domani. Chi rientra in questa categoria è ad esempio El Shaarawy, la cui stagione ha viaggiato su più velocità. Prima ha dovuto riprendere una condizione non ancora ottimale a causa del suo trascorso in Cina, poi dopo il gol allo scadere con il Sassuolo che ha regalato a Mourinho la millesima vittoria in carriera ha vissuto un momento da ‘imprescindibile’, salvo poi di nuovo sparire dai radar sul finire della stagione a causa dei tanti infortuni che lo hanno limitato e dell’exploit di Zalewski.
Da capire quindi quale potrà essere il ruolo del prossimo anno, ma numeri alla mano non avrebbe problemi né con il modulo a tre, giocando da esterno a tutta fascia, né con quello a quattro tornando nel tridente offensivo. Certo la risposta, a prescindere dal ruolo, dovrebbe essere migliore di quella della stagione appena conclusa perché oltre 1500 minuti con 36 presenze non bastano a giustificare i sette gol messi a segno. Troppo pochi visto che di questi solo tre sono arrivati in Serie A. Le prime battute del ritiro estivo saranno dunque fondamentali per capire anche quale sia il progetto di Mou per lui. Il mercato farà il resto, perché qualora dovesse essere chiuso da alcuni nuovi innesti allora potrebbe partire e le offerte non mancherebbero visto che già oggi alla porta del giocatore hanno bussato Atalanta e Monza. Con la squadra brianzola sarebbe quasi un ritorno al passato considerata proprietà e dirigenza. Berlusconi e Galliani, infatti, sono gli stessi che lo hanno lanciato nel Milan di Allegri e dopo la promozione acquisita stanno provando a fare un mercato di livello per mantenere la categoria. Lo scoglio sarebbe rappresentato dall’ingaggio, ma al momento le due società non si sono ancora sedute a trattare anche perché l’ultima parola, come sempre, spetterà a Josè Mourinho.






