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Morata-day, l'ex tecnico al Real: "Brava Juve: meglio lui di Suarez e Dzeko"

ESCLUSIVA TMW - Morata-day, l'ex tecnico al Real: "Brava Juve: meglio lui di Suarez e Dzeko"
© foto di Federico Gaetano
venerdì 25 settembre 2020 16:27Serie A
di Giacomo Iacobellis

Né Luis Suarez né Edin Dzeko, la Juventus ancora una volta ha sorpreso tutti e annunciato Alvaro Morata come rinforzo nell'attacco di mister Pirlo. Per conoscere meglio il nuovo numero 9 bianconero, presentato in conferenza stampa, TuttoMercatoWeb.com ha intervistato così in esclusiva proprio chi lo ha visto sbocciare a suon di gol prima del grande salto: Alejandro Menendez, suo ex allenatore ai tempi del Real Madrid Castiglia (seconda squadra del Real Madrid) ed ex tecnico, tra le tante, anche del Celta Vigo.

Mister Menendez, se le dico Alvaro Morata qual è il primo pensiero che le viene in mente?
"Era uno dei migliori talenti della cantera del Real Madrid. Lui, Carvajal, Alex Fernandez e Sarabia erano i giovani in cui il club credeva maggiormente in ottica prima squadra. Me li ritrovai al Castiglia, reduci dalla vittoria del campionato Under 19, e fu un vero piacere lavorarci per aiutarli a crescere".

Cosa la colpì, in particolare, di Morata?
"Il senso del gol. Da quando è arrivato al Real Madrid Castiglia, Alvaro ha iniziato subito a segnare. Ricordo non a caso che mister Mourinho lo promosse ben presto in prima squadra, integrandolo alla sua rosa per buona parte della nostra prima stagione insieme. D'altronde, Alvaro è sempre stato un predestinato...".

Poi, a gennaio 2011, il Real prese Adebayor e Morata tornò a farla esultare sulla panchina del Castiglia.
"Sì, non smise più di far gol una volta rientrato da noi. Quell'esperienza in prima squadra, a neanche 20 anni, fu una vera palestra di vita per lui: in quei mesi lo vidi crescere e maturare, facendo il salto tanto tecnicamente quanto mentalmente".

Il Real, poi la Juve, ancora il Real, il Chelsea e l'Atletico Madrid: la sua carriera post-Castiglia parla da sola.
"Alvaro ha fatto una carriera strepitosa, giocando in alcune tra le migliori squadre del mondo, oltre che in tre diversi campionati. Forse gli è mancata un po' di fiducia in più per tirare fuori tutto il suo potenziale, ma sono convinto che alla Juve possa definitivamente consacrarsi".

Le prime scelte della Juve però erano altre: Luis Suarez ed Edin Dzeko.
"Sono calciatori più esperti di Morata, che a differenza sua hanno già raggiunto però l'apice della loro carriera. È stata proprio questa, secondo me, la carta in più di Alvaro nella corsa alla nuova maglia numero 9 bianconera: Alvaro ha ancora 28 anni e vede la Juve come la piazza perfetta per arrivare al top, può restarci molti anni".

La Juventus rappresenta quindi una scelta intelligente per lei?
"Un'ottima scelta. Morata ha bisogno di sentirsi protagonista, di sentirsi un titolare indiscusso, per poter rendere al meglio. Ha fatto bene a scegliere una squadra di livello assoluto come quella bianconera e una città che già conosce bene come Torino, ora proverà a riprendersi anche la maglia numero 9 della Nazionale".

Lo vede bene nel tridente con Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala?
"Assolutamente sì. La Juventus è una squadra di primissima fascia e con mister Pirlo adesso giocherà un calcio ancor più di qualità e votato al possesso palla. Morata è perfetto per questa filosofia di gioco, per lui diventa tutto più semplice se in ogni partita arrivano tanti palloni in area di rigore. Parliamo infatti di un attaccante che si muove molto bene negli spazi, che ha un grande senso del gol e della posizione e che, proprio alla Juve, potrà fare a mio giudizio anche l'ultimo step dal punto di vista della finalizzazione".

Chiosa inevitabile sulla sua carriera. Fino a pochi mesi fa l'abbiamo vista protagonista in India, alla guida dell'East Bengal FC: quando e dove la rivedremo in pista?
"In India avevo un altro anno di contratto, ma ho preferito rientrare nella mia Spagna in questo momento così difficile per tutti. Sono proprio qui a casa adesso, insieme alla mia famiglia, mentre aspetto l'offerta giusta per riprendere ad allenare. Non escludo a priori un'altra avventura internazionale, ma la mia prima scelta è sicuramente tornare a lavorare nel mio Paese".

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