Europa League o campionato: le strade della Roma che portano alla Champions
Torna l’Europa e con lei i dubbi di Mourinho. Anzi, sarebbe più corretto definirle le “certezze” di Josè. Già, perché da inizio stagione non ha mai fatto nulla per nascondere le limitazioni di una rosa che a suo avviso non regge il doppio o triplo impegno settimanale. Verrebbe da chiedersi allora da dove nasca il pari di Lecce, avendo avuto una settimana piena per preparare la gara, ma il playoff d’Europa League in Austria contro il Salisburgo, obbliga subito a riflessioni diverse. E dunque puntare ancora sugli stessi undici di Empoli e Lecce o fare qualche cambio (tipo Dybala) per preservare dei calciatori che neanche 72 ore dopo saranno nuovamente in campo per affrontare il Verona in campionato.
La risposta è nell’obiettivo che la Roma vuole perseguire da qui a fine stagione, ovvero il ritorno in Champions. Un traguardo che può essere raggiunto in due modi: arrivando tra le prime quattro del campionato o vincendo l’Europa League. E se lo scorso anno in Conference il percorso di coppa per centrare un posto nell’Europa minore sembrava la strada più semplice, le cose cambiano nella competizione di quest’anno dove la Roma, se dovesse andare avanti, incontrerebbe gli “squali falliti” della Champions. Ecco che il campionato allora assume un’importanza notevole perché oggi i giallorossi al quarto posto ci sono a pari punti con Milan e Atalanta. La sensazione è che per almeno il playoff, il tecnico chiederà uno sforzo agli stessi di sabato, cercando di arrivare agli ottavi per poi sperare in un sorteggio agevole e aspettare un ritorno a pieno regime di Wijnaldum.






