Fiorentina, il calo recente e una stagione lunghissima che Italiano vuole far finire a Praga
È stata e sarà comunque vada una stagione lunghissima per la Fiorentina, ma arrivati a questo punto fare 59 e non 60, alla voce partite giocate nel 2022/2023, saprebbe di profonda delusione. L'atto uno della doppia semifinale di Conference League come sensazione primaria offre l'amarezza. L'ultima serata europea del Franchi, vestito finalmente a festa e teatro di uno spettacolo pirotecnico mozzafiato di entrambe le tifoserie ad accogliere le due squadre, porta in dote agli oltre 35mila presenti la beffarda rimonta di un Basilea cinico, dal baricentro basso ma famelico davanti.
Il calo nei numeri, un(a) finale da salvare
C'è anche la collaborazione della Fiorentina e di alcuni suoi singoli dietro alla sconfitta nei 90 minuti inaugurali della sfida, ma assieme ad essi si registra anche la sensazione che negli ultimi tempi le gambe dei viola non girino più al massimo regime (una vittoria nelle ultime otto partite è il dato più preoccupante) e che alcuni atavici problemi, come le disattenzioni plurime e la facilità nel concedere reti agli avversari con pochi tentativi, stiano tornando a scottare in mano a Italiano. Parlando nel post-gara l'allenatore ha voluto buttare acqua sul fuoco, rinviando l'appuntamento al ritorno in cui la Fiorentina avrà le sue occasioni. La contesa rimane più che aperta, in questa stagione più volte i viola hanno saputo rendere meglio lontano da casa che non al Franchi. Sbagliare proprio il finale - con a far da cornice un campionato che al massimo sarà da 8° posto - è un'eventualità che Italiano e i suoi ragazzi non vogliono prendere in considerazione: a loro, ma soprattutto a una guida tecnica che nelle difficoltà ha saputo più volte trovare gli strumenti adeguati per uscirne, preparare la ricetta migliore per arrivare a Praga.






