Inter, chi è Hamad bin Jassim: l’ex premier del Qatar che punta alle quote dei nerazzurri
TMWHamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, conosciuto negli ambienti internazionali con le iniziali HBJ, è molto più di uno sceicco interessato agli investimenti immobiliari. Ex primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, è stato uno dei protagonisti della trasformazione dell'emirato in una potenza economica e diplomatica internazionale. Oggi, a 67 anni, il suo nome è tornato d'attualità anche in Italia, dove ha concluso importanti operazioni finanziarie e immobiliari. Come riportato dal Corriere della Sera, il family office Al Mirqab, che gestisce il suo patrimonio, avrebbe manifestato interesse per l'acquisizione di una quota di minoranza dell'Inter da Oaktree. Una possibilità, questa, comunque ancora tutta da verificare e chiarire.
Dalla politica alla diplomazia: l'ascesa di HBJ
Nato a Doha il 30 agosto 1959 e appartenente alla famiglia regnante Al Thani, Hamad bin Jassim ha costruito la propria influenza attraverso un percorso iniziato negli anni Ottanta. Dopo aver ricoperto incarichi nell'amministrazione pubblica, nel 1989 fu nominato ministro degli Affari municipali e dell'Agricoltura. Il passaggio decisivo arrivò nel 1992, quando assunse la guida della diplomazia qatariota. Mantenne l'incarico per oltre vent'anni, diventando nel 2003 vice primo ministro e, il 3 aprile 2007, primo ministro del Qatar. Rimase alla guida del governo e del ministero degli Esteri fino al giugno 2013. Tra le iniziative diplomatiche alle quali contribuì figurano i tentativi di mediazione in diverse crisi internazionali, compresi i negoziati per la riconciliazione palestinese e gli sforzi per risolvere la disputa di confine tra Gibuti ed Eritrea. Parallelamente agli incarichi governativi, HBJ si affermò come uno dei protagonisti della strategia economica internazionale del Qatar, in una fase in cui i capitali dell'emirato iniziarono a conquistare posizioni in settori strategici dell'economia globale.
Il patrimonio e gli investimenti internazionali
Il profilo economico dello sceicco si sviluppa tra finanza, alberghi di lusso e immobili di prestigio. Tra le operazioni simbolo targate HBJ, figurano l'acquisizione dei grandi magazzini Harrods a Londra e gli investimenti in Barclays. Il suo nome, inoltre, è legato al settore immobiliare londinese, con interessi e partecipazioni riconducibili a società d'investimento. Dopo aver lasciato gli incarichi governativi nel 2013, HBJ ha continuato a operare attraverso una rete di interessi privati e veicoli societari. Secondo una stima di Forbes, la sua fortuna personale supera i 5 miliardi di dollari.
Al Mirqab e il legame sempre più forte con l'Italia
Uno dei principali strumenti attraverso cui HBJ gestisce i propri interessi è Al Mirqab, family office con sede a Doha. A questa struttura è collegata anche Constellation Hotels, società attiva nel comparto alberghiero di lusso con proprietà e attività in diversi mercati internazionali. Negli ultimi mesi l'Italia è diventata un terreno particolarmente rilevante per gli investimenti dello sceicco. Ad aprile 2026, Al Mirqab ha rilevato per circa 1,1 miliardi di euro l'80% dell'immobile di via Monte Napoleone 8, a Milano, dal gruppo francese Kering. Successivamente, attraverso Constellation Hotels, è stato concluso l'acquisto di Villa Certosa, la storica residenza sarda della famiglia Berlusconi, per una cifra stimata intorno ai 350 milioni di euro.
L'ipotesi Inter
È in questo contesto che si inserisce il possibile interesse per il club nerazzurro. Al Mirqab, infatti, avrebbe avviato contatti verbali con Oaktree per valutare un eventuale ingresso nel capitale dell'Inter attraverso una partecipazione di minoranza. Al moment, però, non si può ancora parlare di una trattativa concreta. L'eventuale ingresso di HBJ nell'azionariato nerazzurro rappresenterebbe un investimento in un settore diverso rispetto a quelli che hanno caratterizzato maggiormente la sua attività. Il calcio, tuttavia, può intrecciarsi con gli interessi immobiliari, soprattutto in una fase in cui il progetto del nuovo stadio di Milano è destinato a incidere sulle prospettive economiche dell'Inter.
Per ora, il nome dello sceicco resta legato a un interesse esplorativo. Per capire se possa trasformarsi in un'operazione concreta bisognerà attendere eventuali sviluppi nei contatti con la proprietà nerazzurra.
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