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La notte da ex a Parigi di Paredes è agrodolce: avvio shock ma poi fa crescere la Juve

La notte da ex a Parigi di Paredes è agrodolce: avvio shock ma poi fa crescere la Juve TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Simone Dinoi
mercoledì 7 settembre 2022, 06:45Serie A

Un inizio che lasciava presupporre una fine non proprio serena per la Juventus, poi però la risalita e una prestazione in crescendo. È uscita sconfitta (secondo k.o. all’esordio in Champions League nella storia della competizione) dal Parco dei Principi la Vecchia Signora colpita due volte nei primi 22 minuti da Kylian Mbappé ma poi capace di restare in partita, accorciare le distanze a inizio ripresa con McKennie e andare vicina al pari in un paio di occasioni (pur rischiando più volte di subire il terzo gol). Una prestazione in crescendo, così come quella del metronomo della squadra, acquistato esattamente una settimana fa, Leandro Paredes.

Una settimana dopo di nuovo a Parigi: avvio shock.
Sette giorni fa Leandro Paredes stava facendo il conto alla rovescia del suo passaggio alla Juventus direttamente da Parigi. Sette giorni più tardi s’è trovato nuovamente sotto la Tour Eiffel ma questa volta con la maglia bianconera. E l’emozione un po’ s’è fatta sicuramente sentire anche per un veterano come lui, “imbambolato” (per citare Massimiliano Allegri sull’ingresso in campo dei suoi) nell’azione del vantaggio parigino quando osserva da vicino, in maniera troppo passiva, il suo ex compagno Neymar pronto a dipingere un arcobaleno che vedeva la sua fine, in area di rigore, sul piede di Mbappé. Da lì in poi, come una sorta di scossa, l’argentino inizia lentamente a crescere e a beneficiarne è tutta la squadra.

102 palloni toccati: personalità e tempismo.
Con serenità e carattere, alla seconda uscita nel giro di quattro giorni con la nuova maglia, Paredes ha preso la Juve per mano e provato a far respirare la squadra. Alla fine dell’incontro, passato per tutti e 90 i minuti sul rettangolo verde, sono 102 i palloni toccati (erano stati 44 a Firenze): una cifra nettamente superiore rispetto a tutti i compagni sintomo di quanto le chiavi del centrocampo gli siano già state consegnate. Detta i tempi, cerca in verticale qualche riferimento tra le linee, prova a guidare i movimenti di chi gli sta attorno. Non a caso è andato subito in campo, non a caso Allegri ne ha tessuto le lodi nel postpartita: “I giocatori di un certo livello sono bravi e si vede da come stoppano la palla, da cosa pensano quando giocano. Lui è di un livello molto alto”. Sconfitta sì, ma con la consapevolezza che da questa squadra si possa tirar fuori molto di più di quanto visto finora.

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