Lazio, di nuovo l’ostacolo indice di liquidità: l’incasso Champions non arriverà subito
Gli 80 milioni del secondo posto (il totale degli introiti tra Champions, diritti tv e Supercoppa Italiana) arriveranno. Non subito, però, perché verranno messi al prossimo bilancio. Dunque la Lazio prima di affondare su Berardi, Milik e gli altri obiettivi indicati da Sarri deve pazientare. Almeno finché non risolverà un altro problema, lo stesso che da almeno due anni affligge le estati della società biancoceleste: l’indice di liquidità.
Nel concreto, devono entrare nei soldi delle casse del club. Così da sbloccare il mercato in entrata. Nelle ultime due sessioni estive Lotito ha risolto il problema facendo un aumento di capitale, adesso spera di evitare di mettere soldi tasca propria e aggirare i paletti in un altro modo: con le cessioni. Dal Cadice arriveranno 4 milioni per Escalante (l’obbligo del riscatto è scattato con la salvezza raggiunta), altrettanti ne dovrebbero arrivare dall’Inter per riscattare Acerbi (c’è una trattativa in corso da tempo con i nerazzurri che vorrebbero spendere meno). E poi soprattutto, oltre agli altri esuberi da piazzare, c’è ancora in ballo la cessione di Milinkovic, il cui addio rimetterebbe il club nei parametri finanziari giusti per fare mercato.
Per il serbo, in scadenza a giugno 2024, Lotito vuole 40 milioni, ma nessuno si è ancora fatto avanti. Lecito pensare che il presidente della Lazio possa abbassare le proprie richieste, magari intorno ai 30-35 milioni. La Juventus, che ha il gradimento del giocatore, aspetta in finestra e gioca al ribasso, ma deve fare attenzione all’arrivo dell’Inter. Inzaghi lo conosce bene Milinkovic, l’ha fatto maturare lui e, ora che la Champions è un capitolo chiuso, può seriamente pensarci. Lotito sogna un’asta, che farebbe alzare il prezzo. Ma non può aspettare all’infinito, altrimenti dovrà mettere dei soldi di tasca propria per superare l’indice di liquidità. E regalare a Sarri gli acquisti che vuole.






