Il ragazzo con la valigia e il sinistro di dinamite: chi è Alessandro Romano, il nuovo gioiello del Cagliari
Ci sono pomeriggi in cui il destino decide di bussare alla porta alla velocità di un proiettile, per Alessandro Romano quel momento è arrivato al minuto 79 della sfida del Tardini contro il Parma.
Una palla vagante ai 25 metri, lo sguardo verso la porta, la coordinazione perfetta e un sinistro violentissimo che si spegne sotto l'incrocio dei pali.
È il gol dello 0-1, la rete che regala al Cagliari i primi tre punti della stagione e che proietta questo classe 2006 sotto i riflettori del grande calcio.
Alla sua prima presenza da titolare in Serie A, il ragazzo venuto dalla Svizzera ha già fatto innamorare un'isola.
Da Winterthur a Trigoria: una vita in viaggio
La storia di Alessandro Romano è una parabola di sacrifici, radici profonde e talento precoce.
Nato a Winterthur, in Svizzera, il 17 giugno 2006 Alessandro cresce respirando calcio e italianità in ogni angolo della casa, suo padre Umberto, ex calciatore e stimato allenatore nel campionato elvetico, gli trasmette i segreti del mestiere, mentre i nonni gli insegnano l'amore per la terra d'origine, divisa tra la Campania del papà e la Puglia della madre.
Le sue doti fisiche e tecniche nel settore giovanile del Winterthur non passano inosservate, gli osservatori dell'AS Roma capiscono subito che quel ragazzino unisce la precisione e la disciplina svizzera alla fantasia e all'ardore tipici del calcio italiano.
A Trigoria compie una trafila eccezionale nelle giovanili, fino ad affacciarsi in prima squadra, poi, la necessaria gavetta in Serie B allo Spezia all'inizio del 2026: 19 presenze da leader silenzioso, un assist e la maturità utile per il grande salto.
L'estate del riscatto rossoblù e il cuore d'oro
In estate il Cagliari decide di investire pesantemente su di lui: 5 milioni di euro più bonus per strapparlo alla concorrenza, un investimento mirato per dare freschezza e fosforo alla mediana sarda.
Romano si presenta al pubblico con la personalità di un veterano e la sensibilità di un ragazzo d'altri tempi, subito dopo la prodezza del Tardini, con le telecamere puntate addosso e l'adrenalina a mille, il pensiero di Alessandro è andato a Yael Trepy, il compagno di squadra vittima di un drammatico incidente in piscina pochi giorni prima.
Una dedica sincera, un abbraccio virtuale che ha dimostrato lo spessore dell'uomo prima ancora che del calciatore.
Una maglia per due destini
Mentre Cagliari si gode il suo nuovo gioiello, oltre i confini dell'isola si respira l'aria di una contesa silenziosa.
Romano indossa la maglia dell'Under 21 della Svizzera, ma quel sangue cento per cento italiano grida vendetta sportiva.
Il CT azzurro Roberto Mancini ha già messo gli occhi sul ragazzo con la valigia: le regole della FIFA lo consentono, la porta dell'Italia è spalancata finché la Nazionale maggiore elvetica non lo blinderà in una gara ufficiale.
L'Italia del calcio, sempre alla ricerca di centrocampisti moderni che sappiano abbinare il governo del gioco alla dinamite nel tiro, osserva e aspetta, Alessandro, nel frattempo, continua a correre.
Con la Svizzera nella testa, l'Italia nelle vene e un'intera isola pronta a sognare insieme a lui.






