Lazio, Tudor se ne va: storia di un addio che ormai volevano tutti
Altro che fulmine a ciel sereno, in casa Lazio tutti aspettavano il comunicato arrivato poco dopo le 21: “La S.S. Lazio comunica che, in data odierna, Igor Tudor ha rassegnato le proprie dimissioni da responsabile della prima squadra. La Società ringrazia il tecnico per il lavoro svolto, augurando le migliori fortune personali e professionali”. E dimissioni sono, così come vi anticipavamo già nella giornata di ieri. Nessuna risoluzione consensuale, nessun esonero che potesse costare qualcosa alla Lazio. Tudor lascia sul tavolo un anno di contratto da circa 2.5 milioni netti. Non saranno i quasi 5 lasciati da Sarri, ma due dimissioni in tre mesi sono la fotografia perfetta del momento del progetto Lazio. La confusione regna sovrana, ma tornando a Tudor il suo addio ormai era atteso da tutti. In primis dalla società, non disposta ad accontentare le tante richieste del tecnico croato. Voleva una rivoluzione l’ex Marsiglia, colpevole di avanzare delle pretese forse ovvio se consideriamo il suo calcio e la rosa biancoceleste. Già a marzo quando arrivò tutti si chiesero come avrebbe fatto la Lazio a costruire una rosa adatta al gioco di Tudor, diametralmente opposto rispetto a quello di Sarri. Domanda che a quanto pare non si sono posti a Formello, per tornare alla confusione che regna sovrana.
L’addio inevitabile
Non si poteva andare avanti. Non solo le divergenze con la società sul mercato, con lo spogliatoio la scintilla non è mai scattata. La carota con Sarri non funzionava, non ha funzionato il bastone Tudor. Formello sembra quasi il centro anarchico per eccellenza dove i giocatori sono liberi di fare e disfare. Sarri è andato via per dare una scossa a una squadra spenta, Tudor non sentiva la fiducia del gruppo. Forse è arrivato il momento di mettere un punto, andare a capo e chiudere con il passato, ricostruendo questo gruppo dalle fondamenta. Infine l’ambiente, sempre stato freddo e distaccato dopo l’addio di Sarri. Lo striscione esposto nella notte tra martedì e mercoledì è stato tutto, meno che distaccato. Un attacco diretto al Tudor uomo, un’accusa forte che ha fatto capire al tecnico croato quanto effettivamente fosse solo. E allora tanto vale fare un passo indietro. Adesso le possibili soluzioni, tutte le strade sembrano portare a Marco Baroni, tecnico reduce da due salvezze con Lecce e Verona. Se Tudor come dopo Sarri poteva destare qualche sospetto, la candidatura di Baroni sa di ridimensionamento. Fabiani spinge per l’ormai ex Verona e vuole battere la concorrenza di Monza, Cagliari e Udinese. Per curriculum e “avversarie” da battere il nome di Baroni rappresenta un passo indietro importante rispetto al Sarri che ha iniziato la scorsa stagione. I tifosi parlano di possibile contestazione a Formello, sui social è scattato l’hashtag NoBaroni, ma la strada sembra segnata. È così come l’addio di Tudor non ha stupito nessuno, l’eventuale ridimensionato firmato Baroni rappresenterebbe il finale perfetto all’annus horribilis vissuto dalla Lazio.






