Le palle inattive salvano la Roma, ma per la Champions serve qualcosa in più
La Roma pareggia a San Siro, ma la corsa per la Champions League è un’altra cosa. Per 85 minuti non tira in porta nonostante l’assetto con i Fab Four e a salvare i giallorossi ci sono le solite palle inattive. Già 10 i gol su 21 totali da questa situazione di gioco per una percentuale (48%) che è la più alta della Serie A. A fare da contraltare, però, ci sono le reti su azione manovrata, appena undici. Ancora meno, invece, sono i punti che la Roma ha conquistato in questo girone d’andata contro le prime dieci squadre del campionato: 6 su 24 e all’appello manca solo la Fiorentina che sarà all’Olimpico la prossima domenica. In otto partite, infatti, è arrivata una sola vittoria, quella con l’Inter, poi tre pareggi con Juventus, Torino e ieri sera il Milan.
Troppo poco per puntare al quarto posto nonostante lo scivolone dell’Inter tenga i giallorossi ancora in corsa perché la Champions dista tre punti. Alla Roma ora serve trovare un’identità. Non un’anima, quella ce l’ha e la reazione di ieri sera lo dimostra. Ma se per 85 minuti Tatarusanu è stato uno spettatore non pagante, qualcosa vorrà dire. Perché con il Bologna la Roma vince, ma grazie a un rigore, e con i rossoneri pareggia per un colpo di testa di Ibanez e un tap in di Abraham. Chissà che la rete dell’inglese non possa essere la chiave di volta a un altro dei problemi di questa prima parte di stagione: il gol degli attaccanti. Appuntamento all’Olimpico con Genoa e Fiorentina per la controprova.






