Le partite iconiche di Berlusconi: dalla nebbia di Belgrado a Juve-Milan a Manchester
Sono tante le partite iconiche del Milan di Silvio Berlusconi. Difficile fare una cernita, trovare quelle più importanti perché alcune rappresentano degli svincoli importanti pur non essendolo state subito, bensì qualche tempo dopo. Anche perché è complicato racchiudere 8 Scudetti, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 3 titoli mondiali per club, 6 Supercoppe italiane, 5 Supercoppe europee e 1 Coppa Italia.
15 maggio 1988
Il Napoli sembra avere un vantaggio incolmabile a cinque partite dalla fine, ma poi gli azzurri rallentano (e di molto) mentre il Milan continua a rosicchiare punti fino ad arrivare a metà maggio, al San Paolo, a giocarsi il titolo. Qui nasce il Milan di Sacchi, perché la vittoria per 2-3 firmata dai gol di Virdis, due, e lo squillo di van Basten danno una diversa dimensione ai rossoneri: sarà il vero trampolino verso le vittorie successive.
9 novembre 1988
Durante la Coppa dei Campioni, a inizio novembre il Milan gioca al Marakanà di Belgrado dopo l'1-1 dell'andata di San Siro. C'è però una fitta nebbia che costringe l'arbitro a sospendere la partita sul risultato di 1-0 per gol di Dejan Savicevic. La partita si ripete il giorno dopo senza Virdis (espulso) e Ancelotti (ammonito da diffidato, quindi squalificato) ma ripartendo dallo 0-0. Arriva un pareggio che resiste fino ai rigori, dove Giovanni Galli riesce a mantenere il Milan a galla.
24 maggio 1989
Un anno dopo il primo Scudetto, il Milan non riesce a raddoppiare in campionato, lasciando - dopo nove anni - il comando all'Inter di Trapattoni, ma la finale di Champions contro la Steaua Bucarest riporta i rossoneri al centro dell'Europa. Quattro a zero con due doppiette, quelle di Gullit e Van Basten, per una squadra molto orange, considerando che c'era anche Frank Rijkaard a chiudere il tridente olandese. Questo porterà alla possibilità di difendere il titolo, vincendo anche quella dell'anno dopo contro il Benfica.
20 marzo 1991
Il Milan affronta l'Olympique Marsiglia nel ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni. Chris Waddle porta i francesi sull'1-0, ma a pochi minuti dalla fine l'impianto di illuminazione del Velodrome ha alcuni problemi. Galliani decide di cogliere la palla al balzo e i campioni in carica decidono di abbandonare il campo, rifiutandosi di giocare ancora, con le luci pur parzialmente funzionanti. Qui finisce la saga Arrigo Sacchi, la UEFA decide per il 3-0 a tavolino e la squalifica per un anno dalle competizioni europee.
26 maggio 1993
Contro l'Olympique Marsiglia continua la stagione delle difficoltà. Dopo l'eliminazione con l'ausilio dei riflettori di due anni prima, stavolta il palcoscenico non è il Velodrome ma l'Olympiastadion, per la finale di Coppa dei Campioni. Il Milan ha l'idea di vincere per vendicare il 1991: dieci vittorie su dieci partite e un solo gol subito di fronte a 23 fatti. Sembra una finale già decisa, invece l'OM si difende con ordine e su un calcio d'angolo battuto da Abedì Pelè, Basile Boli stacca e insacca per l'1-0 che reggerà fino alla fine. Poi l'OM verrà retrocesso in seconda serie francese per effetto dello scandalo Tapie, il presidente. Il Milan va a giocare da supplente le Supercoppa, perdendole entrambe.
18 maggio 1994
Poteva essere il giustiziere del Milan di Sacchi nella nebbia di Belgrado, diventò l'idolo dei tifosi rossoneri con Fabio Capello. Savicevic era genio e discontinuità, ma dopo il 4-0 di Atene contro il Barcellona, quando Cruijff era già convinto di portarsi la Coppa in Catalogna, nessuno lo mise più in discussione. Grande pallonetto del montenegrino, una doppietta di Massaro e poi un'incursione di Desailly per segnare il quarto gol. Una partita iconica su tutte, perché dopo quella con la Steaua è la vittoria larghissima contro un Dream Team. Era già successo al Real Madrid nel 1989, con il 5-0 che diede la spinta verso la Coppa.
2 maggio 1999
Il Milan è incredibilmente primo in classifica, con Zaccheroni in panchina, nonostante abbia cambiato già due portieri: prima Lehmann, durato pochissimo, poi Sebastiano Rossi, autore di una mossa da wrestler su Kaviedes che gli costa cinque partite di squalifica e titolarità. Si gioca Milan-Sampdoria e la sfida è sul 2-2, con i blucerchiati in dieci: al novantacinquesimo è Ganz, con una girata sporcata da un difensore avversario, a insacca per il 3-2 finale che, praticamente, dà il la alla vittoria dello Scudetto più inaspettato.
28 maggio 2003
La prima vittoria in Champions di Carlo Ancelotti è ancora un unicum nella storia del calcio italiano. Di fronte ci sono Milan e Juventus, due squadre italiane, l'apogeo del nostro calcio. Partita bruttina, da una parte non c'è Nedved - squalificato per un giallo contro il Real Madrid in semifinale - mentre dall'altra Buffon non fa passare uno spillo, almeno fino ai rigori. Dagli undici metri a decidere è Andriy Shevchenko, facendo poi alzare al cielo di Manchester, all'Old Trafford, la sesta (penultima) Champions di Berlusconi.
25 maggio 2005
A Istanbul si gioca Milan-Liverpool, con i rossoneri che vincevano già 3-0 alla fine del primo tempo. Sembrava l'inizio della festa, della seconda Champions di Ancelotti e la quinta di Berlusconi. Invece in sei minuti accade tutto il contrario di quel che si può pensare, Smicer, Gerrard e Xabi Alonso cambiano il corso della storia. Dopo ci sarà Atene, ma è forse la partita più pazza come finale di Champions League dalla sua istituzione.
2 aprile 2011
È la data in cui Massimiliano Allegri vince il suo primo Scudetto, non materialmente ma virtualmente: derby di Milano, i rossoneri vincono 3-0 contro l'Inter e si lanciano verso il primo posto. È l'ultimo trofeo principale di Berlusconi, di dodici anni fa. Potenzialmente ce ne sarebbe almeno un altro, il 6-0 dove Comandini diventò Cigno per una notte. Ma non ci può non essere un derby nella storia, più che mai milanese, di Berlusconi.






