Liberali parla di divertimento, Vanoli inculca la paura: ha ancora senso questa comunicazione?
Le occasioni fallite da Njie, Fagioli, Pellegrino. L'inconsistenza difensiva che porta la Fiorentina a prendere 17 gol in 7 partite. Le papere in sequenza di un portiere, De Gea, che sembra essersi avviato inesorabilmente in quel viale del tramonto che non lascia scampo a nessuno, nemmeno ai campionissimi. Gli evidenti errori di una direzione arbitrale che a forza di voler recidere ogni legame con il recente passato ha finito con il creare in campo una serie di situazioni borderline che hanno finito col creare lo stesso brusio di fondo, seppur dalla parte opposta. Ci sono tanti modi per analizzare la sconfitta della Fiorentina patita al Franchi contro il Como per 1-3, ma tra questi come non citarne anche un altro che, per chi scrive, non va assolutamente sottovalutato: la comunicazione.
Due modi opposti di fare calcio, due modi opposti di intendere calcio
Mattia Liberali, 19 anni anni e al debutto da titolare in Serie A, si presenta in conferenza stampa: "Cosa mi ha detto Fabregas prima della partita? Niente e forse è anche meglio così: mi ha chiesto solo di stare sereno e divertirmi". Poco dopo in sala stampa arriva Paolo Vanoli: "Se sono preoccupato? Il giorno in cui mi vedrete rilassato non farò più l'allenatore. Ai giocatori dico sempre che dobbiamo avere paura, forse a loro manca proprio questa paura di prendere gol". Ecco, al netto di tutte le questioni di cui sopra, tra Fiorentina e Como non sembra ci sia solo una differenza sul come fare calcio, ma proprio come intendere il calcio. Quello moderno del 2026, quello in cui ci si è aperti ai disturbi mentali, allo stress a cui sono sottoposti ragazzi di 20-25 anni. Quello che va, o vorrebbe andare, nella direzione opposta del vecchio e obsoleto adagio dello 'zitto e corri'.
Ha ancora senso questa comunicazione nel 2026?
Viene da chiedersi: ma ha ancora senso parlare in 'elmetti' e 'percezione del pericolo' nel calcio moderno del 2026? Ha senso andare a parlare di 'paura' ad un argentino del 2007, ad un ivoriano del 2006, a due spagnoli, ad un portoghese, ad uno svedese? Non lo sappiamo, ma una cosa però è certa: da una parte il Como vola e si diverte; dall'altra la Fiorentina affonda nella paura.
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