Mourinho: "Quando arrivo in un posto, cerco di capire il pubblico: divento uno di loro"
Nel corso di una lunga intervista al Corriere dello Sport, il tecnico della Roma José Mourinho ha parlato del suo rapporto con i tifosi giallorossi: "Hanno capito quello che gli altri tifosi delle mie squadre avevano capito. Soltanto al Tottenham non ho provato le stesse sensazioni: non c’è stata empatia, ma era il periodo del covid e lo stadio era vuoto. Impossibile creare un rapporto. I tifosi della Roma hanno capito una cosa molto, molto semplice: quando arrivo in un posto, indosso quella maglia e non la tolgo più per tutto il giorno, mi manca giusto il pigiama, cerco di capire il pubblico, le sue idiosincrasie, le sue debolezze, la sua forza, quello che può piacergli, che è importante e divento uno di loro".
Prosegue Mourinho ricordando l'empatia creata anche con altre tifoserie in passato: "Per strada l’interista mi saluta sempre con gioia, il madridista pure, in Algarve il nostro albergo era pieno di inglesi del Chelsea. Mi hanno rotto i coglioni (sorride, ndr) tutti i giorni: legend, legend, legend, foto, autografi. Poi ho trovato un messicano tifoso del Real, stesso trattamento. A Roma entro nel terzo anno, non è una cosa che ho fatto spesso".






