Mourinho, serve la Roma d’Europa. E lo Special One punta la 12^ semifinale europea
Torna la coppa e con lei le tre gare a settimana che da inizio stagione rappresentano l’ostacolo più grande della squadra di Mourinho. Non è un caso solo una volta, con l’Europa di mezzo, la Roma sia riuscita a infilare tre vittorie consecutive. Il problema, per lo Special One, è sempre lo stesso: una rosa ancora troppo corta e una mentalità che si sta costruendo, ma che quindi è ancora in fase di definizione. Ecco allora che il terzo posto in campionato e l’andata dei quarti d’Europa League non permettono al portoghese di fare calcoli. Non c’è una gara più importante dell’altra. Perché se è vero che il ritorno in Champions League è l’obiettivo dei giallorossi, è altrettanto vero che Nyon sta consegnando alla Roma un’occasione più unica che rara.
Guai a sprecarla, però, come fatto in Coppa Italia, dove il tabellone paventava una finale senza troppi patemi, salvo poi uscire con la Cremonese agli ottavi di finale. Ecco allora che il doppio confronto con il Feyenoord fa sognare tifosi e club. Centrare le semifinali significherebbe essere tra le prime quattro di una competizione Uefa per la quarta volta negli ultimi sei anni. Un ruolino di marcia che ha portato il club capitolino anche al suo miglior ranking (decimo posto) della sua storia. Nessuno dunque vuole sbagliare, tanto meno Mourinho, alle prese con il dilemma su chi schierare davanti. La formula con il falso nove non regala scintillii, ma “il pragmatismo dei risultati” sì, come ama dire lo Special One che punta la sua 12^ semifinale europea.






