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Neto torna alla Juventus a 37 anni. Perché lanciare un giovane è troppo rischioso

Neto torna alla Juventus a 37 anni. Perché lanciare un giovane è troppo rischioso
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Andrea Losapio
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Andrea Losapio
Oggi alle 07:53Serie A
La Juventus ha scelto il brasiliano come dodicesimo. Un investimento non tanto economico ma tecnico, per chi è fermo da tre mesi

Tutti quanti parlano di italiani. Di giovani, di talenti che bisogna avere il rischio di lanciare. Poi arriva la Juventus che, per l'infortunio di Kamil Grabara, non ritiene che Carlo Pinsoglio sia abbastanza. O che qualcuno dall'Under 23 sia meritevole di allenarsi con i più grandi per giocare, magari, qualche partita in Coppa Italia. Anche solo per essere testato.

Sempre meglio non rischiare

Un anno fa la Lazio si ritrovò senza Provedel e con Mandas ceduto al Bournemouth. Ecco che allora è stato lanciato Motta che ha fatto molto bene, con qualche sbavatura, altrimenti non avrebbe mai avuto un'opportunità. Certo, con il greco rientrato dal prestito ha perso il posto, ma ha dimostrato di potere essere da Serie A. In un'altra maniera probabilmente non sarebbe mai stato utilizzato. Ed è quello il problema: si preferisce sempre evitare di avere problemi perché il tempo è sempre pochissimo.

Neto arriva da un anno bruttino

In realtà il brasiliano ha fatto molto male al Botafogo, perdendo il posto, finendo anche fuori rosa per un periodo, salvo poi risolvere il contratto a giugno. La motivazione quindi è tecnica ed è difficile pensare che possa migliorare con l'aria di Torino. Il calcio però non è una scienza esatta, dunque la seconda esperienza a Torino potrà essere differente dalla prima.

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