Quando la panchina fa la differenza: Chivu perfetto a sfruttare lo strapotere dell'Inter
TMWUno dei mantra dei vari allenatori negli ultimi tempi è che ormai, nel calcio moderno, non esistano più differenze tra i titolari e le riserve. Non esiste più, o quasi, l'undici tipo di una squadra, anzi. I tecnici puntano su tutti i giocatori che hanno a disposizione, ma poi c'è rosa e rosa e la dimostrazione è arrivata anche al Dall'Ara nella sfida di oggi pomeriggio tra Bologna e Inter, quando Cristian Chivu, tecnico dei nerazzurri, ha sfruttato al massimo la profondità della sua panchina. Prima ha scelto di mandare in campo tanti giocatori che non erano reduci dal ko in Champions League di martedì scorso contro il Brugge e poi ha potuto cambiare volto sia alla sua squadra che, di fatto, alla partita, nel secondo tempo.
20 minuti finali senza storia
Analizzando quello che si è visto nel primo tempo, con il Bologna che in varie occasioni ha messo alle corde l'Inter, si nota con ancora più forza che i cambi di Chivu sono stati decisivi. Soprattutto quelli fatti al 69', quando il tecnico rumeno ha rinnovato le corsie laterali inserendo Diouf e, soprattutto, Carlos Augusto, autore del gol del momentaneo 1-2 dopo neanche un minuto dal suo ingresso in campo e dell'assist del definitivo 1-3 per Bonny, dopo un azione partita dal subentrato Calhanoglu e rifinita da un altro giocatore entrato a gara in corso come Mkhitaryan.
Insomma, se è vero che nel calcio moderno i cosiddetti panchinari contano quanto i titolari in fase di mercato è sempre più importante costruire sì la base di partenza di una squadra, senza però poter tralasciare le alternative, come testimoniato anche dalla vittoria dell'Inter di oggi contro il Bologna.
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