Roma, corsie d’emergenza. Si ferma Zalewski e gli altri stentano
Domani arriverà la terza trasferta in sette giorni e il ruolino di marcia fin qui non è stato esaltante. A Udine prima e Razgrad poi, infatti, la Roma è incappata nelle prime due sconfitte stagionali. Centottanta minuti che hanno messo a nudo alcuni difetti sui quali sta lavorando Josè Mourinho e che non si limitano al mal di gol e qualche sbavatura difensiva. Sul bando degli imputati, in realtà, ci sono anche le corsie esterne. E poca differenza c’è tra catena di destra e di sinistra perché dall’inizio del campionato lo Special One non ha ancora trovato una vera coppia padrona. Nell’immaginario del portoghese i titolari erano Karsdorp e Spinazzola, ma per motivi diversi nessuno dei due fin qui ha convinto, vedi le sostituzioni all’intervallo a Torino con la Juve e contro l’Udinese.
Anche i gregari, però, non hanno convinto e se Zalewski è costretto a fermarsi per la seconda volta in stagione, Celik sta pagando ancora un normale periodo d’adattamento dopo il trasferimento dal Lille. A questi andrebbe aggiunto anche Vina, che però fin qui non ha mai trovato spazio nelle scelte di Mourinho. Neanche il gioco del tecnico, almeno per ora, sembra aiutare i 5 esterni perché rispetto alla passata stagione la Roma gioca meno sulle fasce, cercando molto di più la verticalità al centro. Domani a Empoli intanto toccherà ancora a Karsdorp, recuperato dopo il fastidio al ginocchio sinistro che lo aveva fermato in Europa e a Spinazzola. Quest’ultimo, apparso ancora tanto indietro nella condizione per via dell’infortunio che lo ha tenuto fermo quasi una stagione intera lo scorso anno, non avrebbe dovuto giocare al Castellani, ma l’affaticamento all’adduttore di Zalewski costringe Mourinho a scelte sempre più obbligate.






