Roma, l’importanza di chiamarsi Cristante
La Roma lo ha ufficializzato solamente ieri pomeriggio, ma il rinnovo con Bryan Cristante era cosa fatta da mesi ormai. Il calciatore ha esteso il suo contratto fino al 2027, rivelandosi negli anni un calciatore imprescindibile per qualunque allenatore sia seduto sulla panchina giallorossa. Arrivato nella Capitale nell’estate del 2018 dall’Atalanta, ha collezionato 228 partite e 11 gol in cinque stagioni con la maglia della Roma e che avesse qualcosa di speciale rispetto agli altri si era capito dalle parole di Daniele De Rossi nel giorno della sua conferenza stampa d’addio al club. “Non sarà romano, ma se mi chiedete che giocatore voglio per la Roma, io ne vorrei 11 come Bryan per l’impegno e la serietà che mette in ogni allenamento”. Parole pronunciate non da un giocatore qualsiasi, ma dall’allora capitano giallorosso, individuando le due qualità di un calciatore che poi, a prescindere dal modulo, dal ruolo e dall’allenatore, è stato imprescindibile per chiunque.
Da Fonseca che lo ha adattato anche a fare il centrale a Mourinho che, dopo Pellegrini e Mancini, gli ha consegnato i gradi di terzo capitano della squadra. In stagione ha saltato appena due partite per somma d’ammonizione giocando l’83% dei minuti totali da titolare. Nel corso dell’anno ha superato anche le difficoltà tattiche iniziali con Matic, creando un’autentica cerniera di centrocampo davanti alla difesa. Dal prossimo anno avrà un concorrente in più in mezzo al campo con l’arrivo di Aouar, con Pinto al lavoro anche per un altro colpo, sempre in quella posizione di campo. Ma questo non cambierà la centralità di Bryan nel progetto giallorosso dello Special One.






