Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

La vita, i trionfi e la rivoluzione di Franz Beckenbauer, l'uomo che cambiò il calcio

La vita, i trionfi e la rivoluzione di Franz Beckenbauer, l'uomo che cambiò il calcio TUTTOmercatoWEB
autore
Redazione TMW
Oggi alle 08:18Storie di Calcio
Dall’infanzia tra le macerie della Baviera ai trionfi mondiali da giocatore e ct: storia, segreti e patrimonio del difensore che cambiò per sempre il gioco del calcio

Ci sono uomini che riempiono un campo da calcio e altri che, semplicemente, ne ridisegnano i confini.
Franz Beckenbauer non correva: danzava a testa alta.
Non rubava il pallone: lo convinceva a cambiare padrone con l’eleganza diplomatica di un sovrano.
Oggi che il tempo ha consegnato il Kaiser alla leggenda eterna, il nastro della sua vita scorre come il più avvincente dei romanzi d’appendice, un viaggio epico iniziato tra le macerie della Baviera del dopoguerra e conclusosi nel silenzio ovattato di Salisburgo.

L’undici settembre del Kaiser: la nascita di un mito

Tutto comincia l’11 settembre del 1945, nel quartiere operaio di Giesing, a Monaco, viene alla luce un bambino filiforme.
La Germania è un Paese in ginocchio, ma quel neonato ha un destino già scritto nei piedi, cresce con il mito del pallone e, contro il volere del padre che lo vorrebbe impiegato alle poste, sceglie la via del campo.
Il resto è rivoluzione tattica, prima di lui, il difensore era un fabbro, un distruttore di gioco altrui. Beckenbauer prende la maglia numero 5 e inventa il "libero d’attacco".
Diventa il regista arretrato, l’architetto che imposta la manovra partendo dalla propria area di rigore, con il Bayern Monaco vince tutto: quattro campionati, tre Coppe dei Campioni consecutive dal '74 al '76.
Vince due Palloni d’Oro, un’eresia per chi di mestiere dovrebbe solo marcare.
In Nazionale diventa l'icona di un popolo, nella "Partita del Secolo", la semifinale di Messico '70 contro l’Italia terminata 4-3, Franz si lussa la spalla.
Non ci sono più cambi, resta in campo con il braccio fasciato, stretto al petto, lottando come un eroe omerico.
Quattro anni dopo, nel 1974, alza la Coppa del Mondo da capitano a Monaco, battendo l’Olanda totale di Johan Cruijff, ma siccome il destino ha fame di record, nel 1990 concede il bis a Italia '90, questa volta seduto in panchina, diventando uno dei pochissimi eletti capaci di vincere il Mondiale sia da calciatore che da allenatore.

L'ultimo fischio finale: la battaglia contro il tempo

La grandezza sul campo non ha però reso il Kaiser immune alle fragilità umane.
Gli ultimi anni del sovrano del calcio mondiale sono stati una trincea silenziosa contro il progressivo decadimento fisico, un infarto oculare gli strappa quasi completamente la vista dall'occhio destro, poi arrivano due delicati interventi al cuore.
Negli ultimi tempi, la malattia di Parkinson e la demenza senile lo costringono ad allontanarsi dai riflettori, fino all'ultimo respiro esalato il 7 gennaio 2024, a 78 anni.
Se n'è andato piano, protetto dall'amore della sua famiglia, lasciando il mondo del calcio orfano della sua mente più lucida.

Amori, dinastie e il dolore più grande

Dietro l'icona pubblica, la vita privata di Beckenbauer è stata un'altalena di passioni e tempeste, degna di una sceneggiatura cinematografica.
Tre matrimoni, copertine di rotocalchi e cinque figli.
L'ultimo grande amore, Heidi Burmester, sposata nel 2006, gli è rimasta accanto fino alla fine.
Ma il capitolo più buio e doloroso del romanzo del Kaiser non è legato a una sconfitta sul campo, bensì alla perdita del figlio Stephan, scomparso nel 2015 a soli 46 anni per un tumore al cervello.
Un dramma che ha piegato lo spirito apparentemente inscalfibile di Franz, segnando l'inizio del suo definitivo ritiro dalla vita pubblica.

L'impero del Kaiser: l'eredità divisa

Un imperatore, d'altronde, lascia sempre un regno. Oltre alle montagne di trofei e medaglie, Beckenbauer è stato un formidabile uomo d'affari, capace di monetizzare la propria immagine come nessun altro nella sua epoca (storico il suo legame a vita con la Adidas).
Alla sua morte, il patrimonio stimato ruotava attorno ai 160 milioni di euro, composto da una galassia di proprietà immobiliari di lusso tra la Germania e l'Austria, imbarcazioni e quote societarie.
Come stabilito dai tribunali austriaci al termine delle pratiche di successione, l'impero finanziario è stato equamente diviso tra l'ultima moglie Heidi e i figli minori Joel e Francesca, mentre i tre figli più grandi avevano già ricevuto le loro spettacolari quote finanziarie quando il padre era in vita.
Il sipario è calato, l'eredità è spartita, ma l'immagine di Franz Beckenbauer che accarezza il pallone a testa alta, con la fascia di capitano al braccio, resta scolpita nella pietra millenaria dello sport mondiale.
Il Kaiser non c'è più, la sua leggenda non morirà mai.

Altre notizie Storie di Calcio

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile