Roma, la rimonta è possibile. Ma i numeri dell’attacco dicono il contrario
La rimonta della Roma in Europa League comincerà dal battere i propri limiti. Già, perché l’1-0 di giovedì scorso non è un risultato impossibile da sovvertire, soprattutto da quando i gol in trasferta non valgono più il doppio. Per questo la squadra di Mourinho anche se dovesse subire gol all’Olimpico, avrebbe ancora il margine per recuperare. Le difficoltà per Pellegrini e compagni arrivano guardando all’infermeria e sopratutto ai numeri di questa stagione. Perché per volare agli ottavi servirà vincere con due gol di scarto (2-0, 3-1, ecc.), ma nelle 32 partite fin qui giocate dalla Roma tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, solo in 12 di queste i giallorossi sono riusciti a segnare più di un gol (di cui 4 partite con tre reti e le restanti 8 con due). Insomma, siamo al solito discorso di un attacco sterile e che senza Dybala fatica ancora di più perché delle dodici partite in cui la Roma ha segnato più di un gol in nove di queste l’argentino ha sempre giocato almeno un tempo, mentre solo tre volte senza la Joya la squadra capitolina ha portato a casa un risultato che garantirebbe domani la qualificazione. Per questo il recupero di Paulo diventa vitale, nonostante anche con lui in campo la Roma non sia mai riuscita a segnare più di tre gol in una partita.
A fare da contraltare, però, ci sono i numeri della difesa, perché è vero che con il Salisburgo servirà segnare, ma ma sarà necessario anche la solidità che la Roma ha acquisito sotto la gestione Mourinho. In stagione, infatti, sono 11 i clean sheet, di cui più della metà (6) solamente nel 2023. Una tendenza che andrà confermata perché nell’economia di una gara che può terminare anche ai supplementari ecco che il risultato più gettonato in stagione dei giallorossi (l’1-0) può tornare utile quantomeno per allungare la partita fino alla roulette dei rigori. Un epilogo che metterebbe alla prova le coronarie di mezza città.






