Roma, torna il problema infortuni: 5 su 13 sono di tipo muscolare
L’ombra degli infortuni torna ad aleggiare su Trigoria. Eppure alla fine dello scorso anno sembrava l’ennesima difficoltà superata grazie all’arrivo di Mourinho e alla sua cura maniacale con preparatori e medici su un un argomento che per anni è stato al centro di dibattito nella Roma. Staff nuovo, campi rifatti e preparazione ad hoc in base alla storia clinica del calciatore in questione: la ricetta sembrava aver funzionato perché dati alla mano la squadra giallorossa era passata dai 35 ko muscolari della stagione 2020-21 ai 14 di quella successiva. Dopo le prime sette giornate del nuovo campionato, alle quali vanno aggiunte le due di Europa League, gli infortuni sono stati già 13, 5 dei quali muscolari.
Praticamente un terzo di quelli dello scorso anno quando mancano però ancora 3/4 del campionato. I primi a fermarsi sono stati Kumbulla ed El Shaarawy, poi recentemente è toccato a Zalewski e con l’Atalanta a Dybala e Pellegrini. A Trigoria stanno cercando di capire già se ci sia un filo conduttore, ma per ora nella Roma non sembra scattare alcun allarme. Certo le scelte di Mourinho, fin qui, non aiutano visto che i giallorossi sono il club che ha utilizzato meno titolari di tutti da inizio stagione: sono solo 15, infatti, i calciatori mandati in campo dal primo minuto dallo Special One, stressando praticamente sempre gli stessi e in particolare gente come Ibanez e Pellegrini, che hanno il minutaggio più alto della rosa e con il capitano della Roma tra gli ultimi a incappare in un fastidio al flessore. La sosta servirà a Mourinho per recuperare intanto Kumbulla ed El Shaarawy, ma il portoghese incrocia le dita che con i vari nazionali in giro non ci siano altri problemi o colpi di sfortuna perché i restanti sette dei tredici infortuni totali in casa Roma sono stati traumatici. Da Darboe a Wijnaldum, passando per la spalla di Zaniolo e il menisco di Karsdorp: su questi non ha potere nemmeno lo Special One.






