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Salernitana, sei grande con le grandi. Impresa al Maradona, tripudio a Salerno

Salernitana, sei grande con le grandi. Impresa al Maradona, tripudio a Salerno TUTTOmercatoWEB
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Luca Esposito
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Luca Esposito
lunedì 1 maggio 2023, 10:08Serie A

2-2 con la Juventus, 3-1 in casa della Lazio, 1-1 in rimonta contro Milan e Inter che sono semifinaliste Champions. Ieri il pokerissimo per entrare definitivamente nella storia e per candidarsi al ruolo di grande con le grandi. Altro che vittima sacrificale, questa Salernitana è osso duro per tutti che sta costruendo mattoncino dopo mattoncino una meritatissima salvezza. L'eurogol di Dia ha fatto esplodere Salerno e ha permesso ai granata di mantenere il +7 sul Verona e di allungare il vantaggio su Spezia ed Empoli; sono ben 9, inoltre, i risultati utili consecutivi che coincidono con l'avvento in panchina di un Paulo Sousa elogiato dal club e a un passo dal rinnovo. Ma è stata una domenica di soddisfazione per tanti. Gyomber ha giganteggiato a cospetto di Oshimen e meriterebbe maggiore considerazione da parte della stampa nazionale, Mazzocchi è stato una spina nel fianco anche per un cliente scomodo come Kvaratskhelia e ha onorato la maglia alla grande in un vero e proprio derby personale, Ochoa si conferma tra i migliori portieri del campionato, Coulibaly ha fatto un figurone a cospetto dei centrocampisti in maglia azzurra, Kastanos è una meravigliosa certezza e tutta la squadra è rimasta lucida e concentrata anche dopo la rete dello svantaggio che, in quel clima e contro chi ha fatto il vuoto alle proprie spalle, avrebbe messo ko chiunque. Invece la Salernitana si è schierata con tre punte, ha segnato l'1-1 con merito e ha sfiorato addirittura il colpaccio in zona Cesarini, quando Bohinen di testa non ha inquadrato il bersaglio.

Da non sottovalutare anche l'assenza dei tifosi, da sempre il dodicesimo uomo in campo. Ma la gente ha saputo fare la differenza anche a distanza vivendo la settimana con grande partecipazione emotiva, soprattutto dopo la penalizzante scelta di rinviare il derby di 24 ore e una serie di messaggi non propriamente amichevoli arrivati da Napoli. Laddove, forse, hanno snobbato troppo una splendida realtà del campionato di serie A. Dicevamo dei tifosi. Erano in 1000 all'Arechi giovedì per l'allenamento a porte aperte, altrettanti ieri mattina quando la squadra è partita alla volta di Napoli, 5000 all'esterno dell'Arechi per accogliere i propri beniamini a suon di cori, sfottò, fuochi d'artificio e sventolio di sciarpe e bandiere. La soddisfazione non è soltanto quella di aver rinviato la festa ai rivali partenopei, ma anche quella di aver risposto alla grande ad una serie di atteggiamenti collettivi con i quali obiettivamente la Salernitana è stata sminuita. Come se fosse la vittima sacrificale sull'altare di una potenziale festa che, intendiamoci, a Napoli ci sarà. Ma, grazie a questa super Salernitana, con qualche giorno di ritardo. Infine un plauso al direttore sportivo De Sanctis che, oggi, si gode un'ottima classifica, un gruppo che cresce, un bravo allenatore e il rendimento di giocatori che fino a gennaio sembravano inadeguati ma che oggi tengono testa alla grande ai futuri campioni d'Italia e a chi disputerà la finale di Champions.

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