Sarri spera nel mercato di gennaio, ma fa bene? Gli ultimi dieci anni dicono di no
È il tema di questi giorni in casa Lazio. La società, da sempre poco propensa a intervenire nel mercato di gennaio, cambierà rotta ora che al timone della nave c’è Sarri? I progetti, condivisi con l’allenatore, sembrano questi. Del resto Sarri è stato chiaro e più volte ha esplicitamente esternato che servono nuovi acquisti. «Mi aspetto sempre qualcosa. Ormai – disse il tecnico dopo la sconfitta contro il Sassuolo a metà dicembre – dobbiamo avere le idee chiare su cosa possa essere utile, quindi vediamo cosa possiamo fare. Qualcosa ci manca e vediamo se l’opportunità per colmare qualche piccola lacuna l’avremo”.
Ha riposto le sue speranze sul mercato invernale, oltre che sul campo, Maurizio Sarri. Se avrà fatto bene, lo si scoprirà nelle prossime settimane. Di certo, guardando il passato, il tecnico non potrà stare tranquillo. Nelle ultime 10 sessioni di gennaio, dal 2012 a oggi, la Lazio ha acquistato soltanto 2 giocatori che alla lunga hanno fatto la differenza: Candreva nel 2012 dal Cesena e Strakosha, l’anno seguente. Loro due su tutti, ma va segnalato anche Rómulo, che alla Lazio ha lasciato un buon ricordo anche grazie alla Coppa Italia vinta contro l’Atalanta. Dietro loro, il vuoto. Nel 2012 arrivò Alfaro, poi Pereirinha e Saha nel 2013, mentre nel 2014 Postiga e Kakuta. Mauricio e Perea i due ‘colpi’ del 2015, l’anno dopo vennero acquistati Vargic, Bisevac e Ronaldo. Nel 2017 tornò dal prestito Crecco, poi - nelle stagioni seguenti - la Lazio puntò su giocatori esperti che non hanno reso quanto si pensava, a eccezione del brasiliano: Caceres, Rómulo e Musacchio.
Ma il passato è passato. Anche perché per far felice Sarri e consentirgli di aprire un nuovo ciclo alla Lazio servirà ben altro






