Spendere poco per il portiere non vuol dire sempre azzeccarci. L'Inter ha un punto debole?
La prestazione di Josep Martinez contro il Bruges è un campanello d'allarme abbastanza forte per l'Inter. Di quelli che non sono da ignorare, visto che è già il secondo: contro il Real Madrid era arrivato un erroraccio per una pressione di Valverde, lasciando spazio ai Galacticos di segnare. Invece sul secondo e il terzo gol di Tresoldi poteva fare di più. Oppure di meno, tipo non uscire per evitare di essere impallinati.
Spendere poco non aiuta
La realtà è che l'Inter, dopo Handanovic, ha sempre deciso di destinare budget limitati per il portiere. Onana a zero è stato un colpo di genio, visto che poi è stato rivenduto a oltre 50. Poi Sommer, che nelle sue tre stagioni all'Inter ha fatto benino, ma era costato (solo) 6 milioni di euro. Per Martinez ne sono stati spesi più del doppio, ma non è mai stato un top (e infatti era la riserva di Sommer).
Provedel beneficio del dubbio
Invece di spendere 40 milioni per il Carnesecchi di turno, ecco che in estate è stato scelto l'ennesimo colpo low cost. Provedel non è certo uno sprovveduto, ha pur sempre anni di titolarità nella Lazio. Rimane però un altro investimento low cost che poi toccherà far fruttare. Oppure, a giugno prossimo, cambiare modo di fare il mercato sul portiere.
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