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TMW - Branchini: "Nessuno in Italia si sveglia col magone, da 30 anni non produciamo campioni"

TMW - Branchini: "Nessuno in Italia si sveglia col magone, da 30 anni non produciamo campioni" TUTTOmercatoWEB
Andrea Losapio
autore
Andrea Losapio
lunedì 8 maggio 2023, 12:38Serie A

Giovanni Branchini, storico agente, ha parlato nella sua lunga intervista a TMW delle storture del sistema calcio, sia in base al nuovo regolamento FIFA sugli agenti, ma anche su un problema strutturale. "Otto anni fa sono andato a denunciare in Federazione il fenomeno dell'acquisizione dei mandati dietro pagamento, cosa vietata da tutte le norme. E non ha mosso il dito nessuno".

Perché?
"Non gli interessa. Chi gestisce il calcio non ha nessuna sofferenza nel vedere che il livello dello spettacolo e della qualità degli interpreti è sceso. Nessuno, in Italia, si sveglia con il magone perché da 30 anni non produciamo un campione. FIFA e UEFA dopo la pandemia non hanno dato che le briciole, nonostante giacenze miliardarie nei loro conti correnti. I soldi che guadagnano con il calcio non possono servire solamente a farsi rieleggere, una percentuale doveva essere redistribuita di tutte le leghe in base all'importanza. Perché le Federazioni non lo hanno preteso?”.

Il calcio soffriva già prima, economicamente.
"Non c'è dubbio, ma anche questo aspetto è figlio di meccanismi che non hanno funzionato. Come il FFP perché i controlli non ci sono stati. C'è anche un altro problema: questa gente sta lontano dal calcio vero, non si mischia, non si espone. Ha mai letto una risoluzione della FIFA o dell'UEFA che legittima il fatto che uno stato sovrano possa essere proprietario di un club di calcio".

Dovrebbe essere impensabile.
"Per me puoi anche dire di sì, che è legittimo. Ma almeno fallo. Prenditi la responsabilità, esponiti. Dai la possibilità alla squadra X di andare dall'emiro del Brunei e regalare metà proprietà del club per farsi finanziare economicamente. Perché ne devono godere soltanto alcuni, che aggirano ogni norma da sempre? Poi metti il 3% al povero agente che ha 6-7 giocatori e nel weekend va a vedere partite invece di andare a pescare? Il calcio ha bisogno di riforme, di trasparenza, ma a loro non frega nulla. Ad aprile del 2018 ci hanno chiamato per ridiscutere il problema dei trasferimenti, c'eravamo tutti: Mendes, Raiola, Barnett. Tutti eravamo lì, disposti a dire "facciamolo". Qualcuno preoccupato perché c'è gente che ha vissuto border line, facendo i miliardi. Ma gliel'hanno consentito. Un nostro collega ha detto che non doveva preoccuparsi delle norme del calcio, tanto gli organismi preposti non le avrebbero mai fatte rispettare".

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