Udinese-Milan costa più del doppio di Udinese-Lecce: caro biglietti, come funziona all’estero
TMWIl Milan ribadisce la propria attenzione al caro biglietti per i settori ospiti. Il club rossonero, che già aveva portato la questione anche in Lega Calcio Serie A, ha diramato un comunicato stampa per appoggiare il boicottaggio della trasferta in casa dell’Udinese, proponendo una politica di reciprocità: “I club che applicano ai nostri tifosi prezzi superiori alla media dovranno aspettarsi che i loro sostenitori paghino prezzi più alti quando verranno a San Siro, nel rispetto delle normative vigenti”. È il tentativo di imporre un calmieramento dei prezzi.
Udinese-Milan costa più del doppio di Udinese-Lecce
La protesta dei tifosi rossoneri nasce da un presupposto anche banale. Basta prendere in esame due delle prossime gare dell’Udinese: per la gara con il Lecce, il settore ospiti costa 25 euro. Per quella con il Milan, si sale a 60. Una differenza che incide, per la cronaca, anche sulle casse del club di casa: non è certo solo una politica dell’Udinese, dato che le proposte dei rossoneri finora hanno incontrato la resistenza di quasi tutte le medio-piccole. Con le big fatturano: è una questione di bilancio. E la questione è oggettivamente complessa: per fare un paragone con i concerti, non tutti costano la stessa cifra. Allo stesso tempo, però, i tifosi vanno in trasferta ogni due settimane per nove mesi all’anno: una frequenza ben diversa dalla partecipazione ai concerti allo stadio.
In Italia non c’è un limite
Nel nostro Paese, il prezzo del settore ospiti resta affidato alle scelte dei singoli club. Non esiste, in Serie A, un tetto generale che impedisca di superare una determinata cifra e proprio da qui nasce periodicamente il confronto con quanto accade oltreconfine.
Come funziona all’estero
Il modello più netto è quello della Premier League: dal 2016 il prezzo massimo per un biglietto destinato ai tifosi ospiti è fissato a 30 sterline, limite che i venti club inglesi hanno confermato anche per le stagioni 2026/27 e 2027/28. Una scelta strutturale, pensata per tutelare chi segue la propria squadra in trasferta e deve già sostenere costi di viaggio, pernottamento e spostamenti.
Spagna e Germania: due modelli diversi
In Spagna il riferimento è invece la “Grada Visitante”, il progetto promosso dalla Liga che prevede un prezzo massimo di 30 euro per i biglietti destinati ai sostenitori ospiti. La differenza rispetto all’Inghilterra è che non si tratta di un tetto obbligatorio per tutte le partite, ma di un sistema fondato sull’adesione e sulla reciprocità tra i club partecipanti. Hanno aderito 14 squadre su 20 dell’attuale campionato. Ancora diverso il caso della Bundesliga, dove non esiste un massimale numerico generale. Il regolamento tedesco introduce però un principio significativo: il tifoso ospite non può pagare più di quello di casa per un posto appartenente alla stessa categoria. In sostanza, niente sovrapprezzo legato semplicemente al fatto di essere in trasferta. È una tutela diversa dal price cap inglese, ma limita comunque la libertà dei club di applicare tariffe più alte esclusivamente ai sostenitori avversari.
E la UEFA?
Anche la Champions League ha imboccato ormai da tempo la strada del tetto ai prezzi. Per la stagione 2026/27 il regolamento UEFA stabilisce che i biglietti destinati al settore ospiti non possano superare i 50 euro. Non solo: il prezzo non può comunque essere superiore a quello applicato ai sostenitori di casa per settori comparabili. Il limite, che fino al 2023/24 era fissato a 70 euro, è stato progressivamente abbassato prima a 60 e poi agli attuali 50.






