"Uomini forti, destini forti". Ma, se la Juve è questa, per Spalletti il destino lo decide il caso
TMW"Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli". Il celebre motto di Luciano Spalletti oggi si scontra con una frase che sembra raccontare tutt’altra storia: "Il nostro futuro lo scrive il caso se siamo questi". Dopo il ko casalingo per 0-3 contro la Lazio di Gattuso, l’allenatore bianconero ha messo a nudo le fragilità della Juventus, evocando proprio quel "caso" che la sua filosofia ha sempre cercato di esorcizzare attraverso forza mentale, carattere e determinazione. Il destino, insomma, non si subisce: si costruisce. Ma cosa succede quando anche chi ha sempre predicato questa convinzione comincia a dubitare della propria squadra?
Lo sfogo di Spalletti in conferenza stampa
Alla domanda se la Juve lo seguisse ancora, Spalletti ha risposto senza nascondere le proprie incertezze: "Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so. Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto". Parole pronunciate a caldo in conferenza stampa che, insieme allo sfogo del post-partita, restituiscono tutta la difficoltà del momento bianconero. Il tecnico toscano ha ammesso la necessità di analizzare il proprio rapporto con il gruppo, dopo una prestazione che lo ha sorpreso negativamente. Non è necessariamente una resa, né la confessione di un allenatore che ha smesso di credere nelle proprie idee. È, piuttosto, la consapevolezza che qualcosa si sia inceppato e che le risposte non possano più essere rimandate. Quando una squadra perde intensità, fiducia e capacità di reagire, le spiegazioni tattiche da sole non bastano: servono responsabilità e la volontà di invertire la rotta, servono appunto "uomini forti".
Che fine hanno fatto gli uomini forti e i destini forti?
La provocazione è dunque inevitabile. Se il destino di una squadra dipende dalla capacità di reagire alle difficoltà, affidarsi al caso significa riconoscere di non riuscire più a controllare gli eventi. Ed è proprio qui che le dichiarazioni di Spalletti assumono un peso particolare: arrivano da un allenatore che ha fatto della forza mentale uno dei pilastri del proprio modo di intendere il calcio. La risposta, però, non può essere cercata in uno slogan, per quanto celebre. Deve arrivare dal campo, attraverso scelte, atteggiamenti e risultati capaci di restituire certezze all'ambiente bianconero. L'allenatore della Vecchia Signora è chiamato prima di tutto a ritrovare la squadra, ma anche a dimostrare che quel motto non è diventato soltanto una frase del passato. Perché gli uomini forti, almeno nella sua filosofia, non sono quelli che non dubitano mai: sono quelli che trovano la forza di reagire quando le certezze vengono meno.
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