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Il nuovo Bari nasce adesso: mercato, allenatore e un ritiro da non sbagliare
Oggi alle 14:00Copertina
di Martina Michea
per Tuttobari.com

Il nuovo Bari nasce adesso: mercato, allenatore e un ritiro da non sbagliare

La retrocessione in Serie C ha lasciato ferite profonde. Non soltanto per il risultato sportivo, ma per tutto ciò che si è trascinata dietro: la sensazione di un progetto che, stagione dopo stagione, ha perso credibilità agli occhi di una piazza che continua a chiedere una sola cosa, sentirsi finalmente al centro. Bari riparte dalla categoria che nessuno avrebbe voluto affrontare, con il peso di un fallimento che non può essere archiviato semplicemente con l’iscrizione al campionato. E, dopo infiniti sbagli, serviranno scelte forti, competenza e, soprattutto, la volontà seria di ricostruire un’identità. 

L’arrivo di Marino rappresenta il primo tassello di questa ripartenza. È un dirigente che il calcio lo conosce, abituato a lavorare sotto pressione e chiamato oggi alla sfida forse più delicata della sua carriera. Intorno al suo nome, nelle ultime ore, è emersa anche l’ipotesi di un possibile coinvolgimento del figlio, oggi impegnato nella gestione dell’azienda vinicola di famiglia dopo una breve esperienza da direttore sportivo. Suggestione o possibilità concreta, sarà il tempo a dirlo. Quello che conta davvero, però, è che l’area sportiva torni ad avere una direzione chiara.

La scelta dell’allenatore sarà inevitabilmente il primo banco di prova, ma non può essere l’unico tema. Che si punti su un profilo esperto o su una soluzione diversa, ciò che farà realmente la differenza sarà la qualità del lavoro nella costruzione della rosa. Dopo una retrocessione non basta cambiare qualche interprete: serve rifondare mentalità, caratteristiche e ripartire da qualcuno che la leadership ce l’abbia nel sangue. Servono calciatori che conoscano la categoria o che abbiano la fame giusta per affrontarla, perché la Serie C non si vince con il blasone, ma con spirito di sacrificio.

Per questo motivo il mercato non può permettersi alcun tipo di ritardo. Il Bari dovrà arrivare a Roccaraso con un organico il più possibile definito. Da cinque anni il ritiro abruzzese rappresenta il punto di partenza della stagione biancorossa e quest’anno, più di ogni altro, sarà lì che dovrà nascere lo spirito di gruppo. Pensare di costruire la squadra ad agosto inoltrato significherebbe partire già con un handicap. Il ritiro serve proprio a questo: conoscersi, assimilare i principi dell’allenatore, creare quella base che durante l’anno, soprattutto in Serie C, spesso fa la differenza.

Le prime operazioni iniziano già a delinearsi. Alcuni protagonisti della stagione appena conclusa sono destinati a salutare, con Moncini vicino all’addio e non solo. È fisiologico. Dopo una retrocessione, trattenere tutti avrebbe poco senso. Marino dovrà essere bravo a scegliere non solo i calciatori migliori, ma quelli più adatti a una categoria completamente diversa da quella lasciata poche settimane fa.

Adesso, però, le parole valgono poco. La contestazione resta, la delusione pure. Adesso spetta alla società dimostrare che la retrocessione ha lasciato una lezione e che da quegli errori nascerà un progetto diverso. Bari non chiede proclami, ma segnali concreti. E quei segnali passano dalle scelte che verranno fatte nelle prossime settimane, perché è adesso che si costruisce la squadra che dovrà riportare il Bari dove una città intera ritiene che debba stare.