Catanzaro in finale playoff, Polito: "Battere il Palermo è stato come vedere Davide contro Golia"
Il Catanzaro ha raggiunto una storica finale dei playoff di Serie B eliminando il Palermo in semifinale. Nell'ultimo atto per conquistare la Serie A, il Catanzaro se la dovrà vedere con il Monza. Ai microfoni di Radio CRC è intervenuto il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito:
"Ringrazio tutti per i complimenti, ma dobbiamo completare l’opera. Ieri l’allenatore e la squadra sono stati stoici, ad un certo punto mi facevano anche pena perché sembravano soli contro un popolo come quando metti dei leoni a combattere. Invece, nonostante siano andati in svantaggio dopo due minuti, la squadra ha giocato a calcio, ha difeso con i denti e ha lottato su ogni palla. I ragazzi in campo sono stati encomiabili. Quella di ieri è stata la partita più bella che abbiamo mai giocato per come l’abbiamo affrontata.
È stato come vedere Davide contro Golia. Sapevamo che Palermo, col City Group, ha un potenziale economico che va al di là della Serie B. Noi con le nostre idee, con un allenatore che sa quello che vuole, una squadra di giovanotti che sono lo zoccolo duro di questa squadra e la base da cui deriva tutto, la fame, la voglia di ottenere insieme alle qualità della squadra, la freschezza e lo spirito combattivo che riesco a trasmettere ancora siamo riusciti a conquistarci una finale impensabile con grande onore.
L’idea di ingaggiare Aquilani è nata l’anno scorso quando cominciai il mio percorso nella dirigenza del Catanzaro. La nostra squadra giocava un calcio propositivo e tutti volevano vedere una squadra che giocasse a calcio poiché Vivarini aveva fatto un ottimo lavoro. Quindi tutto il discorso era concentrato sull’allenatore. Dopo di che, Aquilani all’inizio non se l'è sentita poiché era stato vicino alla Fiorentina e per venire qui doveva avere la forza di buttarsi nel fuoco. Quindi, non se la sentiva e ha fatto un anno sabbatico per scelta a causa della situazione legata alla Fiorentina che gli era stata promessa e non è andato.
Siccome la società mi aveva chiesto un po’ di minutaggio e la squadra aveva determinate caratteristiche, quest’anno sono tornato su di lui poiché lo ritenevo l’allenatore perfetto. Lui è il numero uno dei condottieri, mi auguro che il Catanzaro possa tenerselo stretto, ma lui sarà il futuro degli allenatori del calcio italiano poiché è un grande uomo e allenatore.
Qualora dovesse riuscire l’impresa a Monza, sarà la proprietà a decidere se io che a Aquilani saremo gli attori principali per la prossima stagione. Dopo tanti anni di gavetta, io vivo unpo’ al momento quindi devi aspettarti anche una possibilità in un calcio di poche idee e molto di rapporti. Il Monza è una grande corazzata di squadra dove è stato fatto un ottimo lavoro, ma in un modo diverso. Tra l’altro, l’allenatore è un mio amico.
Riportare la Calabria in Serie A sarebbe come vedere il riscatto di un popolo che merita un riscatto sociale e che per 50 anni ha subito tanto. Noi lo sentiamo addosso, la gente ci osanna come se fossimo degli idoli e ci amano. Noi abbiamo sempre cercato di dare tanto in termini di sacrifici e di uomini. Noi la città la viviamo come se fosse nostra".
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