Frosinone, Alvini: "Quest'anno in Serie B si è giocato in calcio migliore che in Serie A"
Durante l'edizione 2026 del 'Trofeo Maestrelli', il tecnico del Frosinone Massimiliano Alvini è stato premiato per la recente promozione in Serie A. Ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, l'allenatore ha analizzato il percorso straordinario della squadra ciociara e le prospettive per il prossimo massimo campionato.
Mister, questo premio corona una stagione da incorniciare. Che sensazioni prova?
"È un onore poter ricevere il Maestrelli, un motivo di grande soddisfazione che fa immensamente piacere. È una serata piacevole per me, per la mia società e per tutto il Frosinone Calcio".
Sono passati alcuni giorni dalla bellissima promozione. Cosa le rimane dentro e qual è la prospettiva per la Serie A, un torneo che lei conosce già?
"Rimane sicuramente il percorso di una squadra che ha tracciato un metodo preciso. Il Frosinone ha vinto un campionato ed è stato promosso in Serie A meritatamente, disputando un'annata estremamente positiva sotto tutti i punti di vista. Ora c'è da fare bene e continuare questo percorso. Serve un approccio diverso, con un briciolo di esperienza in più per fare un cammino significativo. Per quanto mi riguarda si chiude un ciclo e se ne apre un altro: c'è la determinazione di diventare un allenatore stabile in una categoria così importante insieme al Frosinone".
La scorsa esperienza in Serie A con la Cremonese cosa le ha insegnato? Lì si vedeva un'identità di gioco straordinaria, al di là dei puri risultati.
"Quella Cremonese in determinate domeniche è stata straordinaria e negli ultimi anni si sono viste poche squadre con una simile identità di gioco. Poi una serie di situazioni non sono andate come dovevano, ma da quell'esperienza è nato un Alvini migliore. Ora cercheremo di fare qualcosa di importante a Frosinone".
Avete dato una forte impronta italiana alla rosa fin dall'estate. È una linea sostenibile anche nel massimo campionato? Avete già individuato dei profili con il direttore?
"Sì, è un progetto assolutamente percorribile. Ho la fortuna di lavorare con un direttore come Castagnini che ha enorme esperienza, sa il fatto suo e sa come aiutarmi nelle diverse situazioni calcistiche. Percorreremo questa strada, è una via del tutto fattibile. Troppe persone oggi denigrano il calcio italiano".
Che idea si è fatto della Serie A di quest'anno, guardando anche alle grandi difficoltà vissute da club storici come la Fiorentina?
"Dico che in Serie B quest'anno si è giocato un calcio migliore, esprimendo un livello superiore rispetto alla Serie A. Non è un caso che ci siano elementi della serie cadetta pronti per la Nazionale. Certe partite di B sono state molto più belle da vedere".
La quota salvezza in Serie A continua ad abbassarsi. È un problema di qualità generale o c'è dell'altro?
"No, assolutamente. Non è una questione di qualità più bassa, ma di una evidente disparità di risorse. Non siamo diversi da certe realtà come il calcio inglese, dove però le risorse finanziarie e organizzative sono distribuite in maniera differente. In Italia c'è troppa distanza tra le big e il cosiddetto calcio minore. Questo è un aspetto del nostro sistema che deve essere rivisto del tutto, perché si può proporre un calcio propositivo ed estremamente positivo anche senza essere una grande squadra. Ripeto, in Serie B in questa stagione abbiamo assistito a partite di livello superiore rispetto alla Serie A".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






