Monza, la A a un passo. Bianco: "Michelangelo vedere il capolavoro nel marmo, dobbiamo far lo stesso"
"Cosa ho detto ai miei ragazzi in vista di domani? Che voglio lo stesso approccio, ovvero quello di provare a fare la partita senza speculare sul vantaggio avuto all'andata, esattamente come è stato per la semifinale con la Juve Stabia. Sono gare diverse dal campionato, bisogna indirizzarle il prima possibile, avendo sempre massimo rispetto per gli avversari": alla vigilia della finalissima di ritorno dei playoff di Serie B, esordisce così il tecnico del Monza Paolo Bianco, pronto, con i suoi, alla gara contro il Catanzaro. Che vede i brianzoli con la vittoria dell'andata, arrivata sul punteggio di 2-0.
Risultato che dà morale, a una squadra comunque in buona forma, come dice il trainer: "Ravanelli ha ripreso, è a disposizione e sarà tra i convocati. Per il resto, sono tutti a disposizione, ho una squadra che sta bene, e che riesce sempre a chiudere le gare in crescendo, dato molto importante a questo punto della stagione. Io, poi, guardo sempre il bicchiere mezzo pieno, arriviamo a questa finale con tanta consapevolezza: tutto quello che arriveremo a fare, sarà la conseguenza naturale di quello che siamo come persone e come giocatori, anche se chiaramente ci saranno gli avversari da tenere in considerazione. Nonostante qualche inciampo, però, abbiamo numeri incredibili".
La finale di domani arriverà 4 anni esatti dopo dalla prima storica promozione in A del Monza, Ma a questo Bianco non bada: "Quella partita, l'ho vista proprio allora, il 29 maggio 2022, ma non l'ho rivista perché sono momento completamente diversi, su tutti i fronti. La ricordo benissimo, comunque, fu rocambolesca, ma noi ora dobbiamo pensare al presente, al fatto che dobbiamo superare l'ultimo ostacolo per raggiungere proprio quell'obiettivo. Sarà bello farlo in uno stadio sold out, cosa che forse non sarebbe successa se fossimo approdati in A nelle 38 gare di campionato, dove abbiamo forse avuto un po' la furia ossessiva di raggiungere il risultato. Ai ragazzi ho fatto l'esempio di Michelangelo, che vedeva già il capolavoro all'interno del blocco di marmo, doveva solo togliere i pezzi che non servivano: questa squadra deve fare la stessa cosa, ha nelle corde la A, deve solo togliere qualche ostacolo".
La nota conclusiva va al suo futuro, con il suo nome accostato recentemente al Pisa: "Io ho un altro anno di contratto, spero però di averne altri due, se andremo in Serie A sarà così. Non vedo quindi perché si debba parlare del mio futuro, e nemmeno vedo il perché debba guardare ad altri lidi. Se ho fatto voti o promesse in caso di promozione? No, ma ho un posto dove passare qualche giorno da solo. Ve lo dirò però poi dopo".
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