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Sudtirol, Possanzini: "Voglio una squadra intraprendente, coraggiosa e aggressiva"TUTTOmercatoWEB
ieri alle 14:56Serie B
di Luca Bargellini

Sudtirol, Possanzini: "Voglio una squadra intraprendente, coraggiosa e aggressiva"

Primo giorno di scuola a Bolzano per Davide Possanzini in qualità di nuovo allenatore del Sudtirol. Ecco le sue dichiarazioni nel corso della conferenza stampa andata in scena poco fa: Come nasce la trattativa con il Sudtirol e con quale spirito arriva a Bolzano? "Ringrazio tutti per la fiducia. Sapere di essere stato il primo obiettivo mi riempie di orgoglio. La trattativa è nata non tantissimo tempo fa e dalla prima telefonata con Hannes Fink (direttore dell'area tecnica) e con il direttore ho subito percepito idee chiare e trasparenza. Mi hanno spiegato cos'è il Sudtirol, le idee che avevano e quello che avrebbero voluto fare. Già da quella telefonata avevo praticamente accettato. Vengo qua con molto entusiasmo. I sei mesi trascorsi a casa sono stati duri sotto alcuni aspetti, ma formativi sotto altri, perché a mente fredda riesci a capire meglio gli errori fatti in passato". Come sarà il suo Sudtirol? "L'idea è quella di cambiare un po', ma senza stravolgere. Qui ci sono state caratteristiche che hanno portato il Sudtirol a fare bene in tutti questi anni: attaccamento al lavoro, umiltà e capacità di restare sempre attaccati al risultato. Nutro una grande stima per Fabrizio Castori. Noi vorremmo soltanto aggiungere un pezzo, fare qualcosa di diverso, non migliore o peggiore rispetto a prima. Il mio credo è cercare di dominare le partite. Mi piace controllare il più possibile quello che accade in campo. Vorrei una squadra capace di riconoscere gli spazi e i tempi di gioco. Non credo molto ai moduli. Oggi il calcio è molto dinamico, si attacca in un modo e si difende in un altro. Cercheremo giocatori funzionali a questa idea e poi costruiremo l'assetto tattico in base alle caratteristiche della rosa". Quanto è cambiata la Serie B rispetto a quando la vinse da calciatore? "È cambiata tanto. Oggi ci sono molti più strumenti, maggiore organizzazione e studio degli avversari. Gli allenatori sono tutti preparati e le squadre sono molto organizzate nelle due fasi. Fare un punto in Serie B non è affatto scontato, perché tutte le squadre portano avanti le proprie idee con convinzione". Ci sono giocatori dell'attuale rosa particolarmente adatti al suo calcio? "Adesso preferisco non fare nomi. Un'idea ce l'abbiamo, ma dobbiamo valutare tutto insieme al direttore. Credo che sei o sette giocatori possano restare, ma quando si apre un nuovo ciclo inevitabilmente qualcuno dovrà partire. Non vogliamo stravolgere nulla. Qui è stato fatto un ottimo lavoro e non c'è bisogno di una rivoluzione, ma di un'evoluzione. Dobbiamo custodire quello che è stato costruito negli anni, perché rappresenta un patrimonio importante". Quali errori ritiene di aver commesso negli ultimi due anni a Mantova? "Gli errori sono stati tanti, perché più fai e più sbagli. L'errore è fondamentale in qualsiasi lavoro. A volte, con la volontà di voler sempre giocare, inconsciamente si trascurano alcuni aspetti. Rivedendo tutto a freddo, senza le emozioni del momento, riesci a comprendere meglio le cose. Mi sento cresciuto e sono tranquillo". Quanto l'ha influenzata l'esperienza vissuta accanto a Roberto De Zerbi? "Con Roberto abbiamo sempre avuto un rapporto di amicizia e un'idea di calcio molto simile. Lavorare nel suo staff mi è servito tantissimo. Quando fai parte di uno staff osservi le cose da una prospettiva diversa e con meno trasporto emotivo. A un certo punto ho sentito la necessità di ripartire da solo e verificare se l'idea che avevo in testa potesse diventare concreta. A Mantova ho avuto questa possibilità e adesso spero di portare qui qualcosa che sia riconoscibile. Vorrei che la mia squadra avesse un'identità forte". Quale sarà l'obiettivo stagionale e come immagina il Sudtirol del futuro? "Una posizione in più rispetto all'anno scorso sarebbe perfetta. Spero però che il risultato finale sia una conseguenza del lavoro svolto. Vorrei una squadra intraprendente, coraggiosa e aggressiva. Speriamo che questa stagione serva a mettere le basi per qualcosa di importante in futuro. Il mio obiettivo personale è lasciare il Sudtirol un po' migliore di come l'ho trovato, trasmettendo ai giocatori tutta la passione che ho per questo lavoro".