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Arezzo, Bucchi: "Domenica voglio battere il mio amico Davide. I ballottaggi? Felice di averli"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 17:49Serie B
di Luca Bargellini

Arezzo, Bucchi: "Domenica voglio battere il mio amico Davide. I ballottaggi? Felice di averli"

In conferenza stampa verso Arezzo-Sudtirol, Cristian Bucchi parla di Possanzini, ballottaggi in formazione, l'assenza di Renzi e il possibile 4-4-2 con Mancuso
Il tecnico dell'Arezzo, Cristian Bucchi, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Serie B contro il Sudtirol, in programma domenica e valida per la quinta giornata di campionato. Queste le sue dichiarazioni: Com'è andata la settimana e qual è il punto della situazione in vista del Sudtirol? "La settimana è stata sicuramente positiva, non solo perché venivamo da una vittoria importante, ma perché venivamo soprattutto da una risposta importante che abbiamo dato. Dopo la partita di Verona è stata una brutta botta e serviva una prestazione tosta, gagliarda, magari meno bella, però più solida, più quadrata, e anche con qualche defezione perché non avevamo dei giocatori a disposizione che per noi sono comunque molto importanti. Essere venuti fuori con un risultato positivo da Empoli ci ha riportato nella nostra strada, ci ha fatto capire che quella di Verona è stata una parentesi e che ci servirà di grande lezione per il futuro, perché non possiamo permetterci leggerezze e momenti di distacco all'interno di un campionato così complicato. Noi dentro siamo molto equilibrati: non abbiamo fatto il carnevale di Rio dopo Empoli, ma non ci siamo nemmeno presentati al funerale dopo la partita del Verona. Sappiamo qual è la nostra strada, sappiamo che dobbiamo lottare, sappiamo soprattutto che non dobbiamo permetterci cali e momenti di poca lucidità, e questo è un bel lavoro che dobbiamo fare". Il Sudtirol è allenato da Possanzini, che ha espresso una filosofia di gioco simile a quella che lei sta proponendo ad Arezzo. Come si affronta un avversario con la stessa identità di gioco? "Davide è stato bravissimo perché in un contesto completamente nuovo, con una squadra molto cambiata rispetto allo scorso anno, ha saputo portare una buona parte della sua filosofia. Non è ancora la squadra di Possanzini al cento per cento, però è una squadra che sta allenando molto bene: è molto quadrata, molto cinica, sa aggredirti alto, sa aspettarti basso, ha un buon palleggio, buona individualità, buona struttura, buona fisicità. E la classifica lo dimostra, perché non hanno ancora perso in un campionato comunque complicato, affrontando anche avversari forti e temibili. È sicuramente una squadra complicata, però lo siamo anche noi: siamo gli ultimi, siamo più piccoli, ma abbiamo le nostre qualità, la nostra compattezza, il nostro spirito di squadra che cresce e crescerà nell'arco della stagione. Ce la giocheremo, come ha detto Possanzini, a viso aperto: questo non è il momento dei calcoli, poi al 90º magari qualche attenzione in più rispetto al passato dovremo averla". Questa mattina Possanzini ha speso parole di elogio nei suoi confronti, definendola una brava persona e un grande allenatore, ma ha chiuso dicendo: "Spero domenica di dargli un dolore". Come risponde? "Davide è troppo buono, siamo amici, abbiamo giocato insieme: eravamo un po' due anime positive all'interno dello spogliatoio. Lo ringrazio, mi fa piacere, anche se non dispenso i complimenti così facilmente: c'è qualche allenatore che mi sta antipatico, c'è qualcuno che mi sta più simpatico, però poi la bravura e la stima professionale discernono un po' da tutto questo. Davide ha lavorato tanti anni con Roberto De Zerbi, credo che l'identità della sua squadra assomigli moltissimo a quella che fa Roberto: ha fatto un capolavoro a Mantova e adesso sta costruendo un nuovo progetto sul Sudtirol. Anch'io in maniera affettuosa gli auguro di fare molto bene, ma da lunedì, perché domenica voglio batterlo. Quindi lo ringrazio e rimando al mittente". Che aggiornamenti ci sono su Pattarello, dal quale ci si aspetta molto e che ha ben impressionato nel frammento di partita giocato? "Emiliano sta facendo il suo percorso. È un giocatore da un grosso impatto fisico, avendo fatto una preparazione di rincorsa, perché purtroppo tutto il volume di lavoro fatto in ritiro e nelle amichevoli Emiliano non è riuscito a farlo, non perché non volesse, anzi avrebbe accelerato molto prima, ma aveva un problema che non era affrontabile lavorando sul campo in un certo modo. Il ragazzo si è messo a disposizione da subito, anzi ha fatto tanto di più di quello che ci aspettavamo, e si è reso disponibile per la prima giornata di campionato, ovviamente con una condizione limitata. Passano le settimane, è aumentato il minutaggio, è aumentato l'impegno nell'allenamento: anche ad Empoli è entrato e ha fatto molto bene, sta bene, quindi è sicuramente un'opzione che tengo in considerazione anche dal primo minuto". Ci sono ancora dubbi da sciogliere sulla formazione, in particolare sui due centrali di difesa, il play e il centravanti? "Ho tanti dubbi, ma soprattutto perché chi era un po' più indietro sta facendo molti passi in avanti: chi aveva giocato meno, chi veniva da una condizione un po' più complicata nelle ultime due settimane, li ho visti molto bene. La condizione di entrambi i giocatori, per ogni ruolo, è veramente allo stesso livello, e questo prima non succedeva: avendo qualcuno un po' in ritardo di condizione veniva naturale dire "partiamo con lui e magari con un minutaggio ridotto diamo spazio all'altro". Adesso i dubbi sono tanti, e dico la verità: me li porto fino alla fine, perché son contento di averli. Quando la formazione è scontata, a volte è per necessità, perché hai pochi giocatori a disposizione o perché qualcuno non è in condizione. Quando invece la formazione è così complicata, è segno che la squadra sta arrivando nella sua integrità a un buon livello, e questo mi fa enormemente piacere". Come sta Renzi? Non era presente in gruppo nell'ultimo allenamento. "Renzi non ci sarà, si unisce a Iaccarino e Tavernelli, quindi non sarà disponibile. Non è un problema muscolare: è stata una botta, era a terra e gli è salito un avversario sopra con le scarpe, con una tacchettata. Ha creato un ematoma, un edema intramuscolare che gli dà un po' fastidio. Siccome poi abbiamo la sosta, abbiamo ragionato per preservarlo, come abbiamo fatto con Camillo e Gennaro: non voglio rischiare nessuno, non è il momento di doverlo fare, e quindi abbiamo lasciato il tempo giusto per recuperare da questa botta. Per la sua sostituzione abbiamo più opzioni: Marlon è il sostituto naturale, un ragazzo giovane che come tutti quelli che escono dalla Primavera ha bisogno di un periodo di adattamento, ma non deve avere fretta e gode della nostra più totale fiducia. Può partire dall'inizio anche Mauro Coppolaro, che ha caratteristiche diverse, più di ordine e di equilibrio: sono due opzioni che rientrano nei famosi ballottaggi che non mi faranno dormire stanotte". In settimana è stata provata un'opzione diversa, con un 4-4-2 e un tornante a sinistra: è un'ipotesi concreta per la gara di domani? "Avete visto in settimana un'opzione diversa perché i giocatori che abbiamo ci danno questo tipo di opportunità, ed è giusto crearci soluzioni diverse sia in fase di difesa che in fase d'attacco. Credo che una squadra debba saper essere duttile. Avere un'opzione B, che rispecchia anche le caratteristiche di alcuni giocatori, è importante: soprattutto Mancuso è un giocatore che si sposa benissimo anche con un altro attaccante, ma può giocare tranquillamente anche da solo. È un'opportunità che vorrei giocarmi, non voglio tenerla nel cassetto: quando c'è la possibilità, dall'inizio o a partita in corso, è una cosa su cui stiamo lavorando e mi piace molto, perché credo che la mia squadra debba saper riconoscere la nostra identità a prescindere dai numeri". Il Sudtirol gioca compatto e nell'ultima partita il Genoa ha segnato solo di testa: chi crossa per i colpitori di testa, giocando con gli esterni a piede invertito? "Tutti. Pure i nostri esterni crossano: Tavernelli, Olivieri, Sala, Pattarello, Arena, sono tutti bravi. Anche i nostri terzini hanno un ottimo piede. I cross sono una soluzione importante per una squadra che gioca molto sugli esterni, sulle fasce: chiunque si trova in quella zona di campo deve avere l'abilità tecnica di mettere una palla dentro con i tempi giusti, con il taglio giusto, con la scelta giusta. Nella nostra squadra i cross li ho visti da tutti. Il cross perfetto è quello che ti permette di fare gol: Righetti l'ha fatto da fuori area ad Avellino e abbiamo fatto gol, per me è perfetto quello. Credo che dobbiamo essere bravi ad avere delle opzioni e degli interpreti, perché è importante mettere una palla dentro anche quando diventa complicata per chi difende: quindi non ci fermiamo nell'estetica del cross, ma nell'efficacia". Alla domanda su chi giocherà per le seconde palle, se sarà Chierico, il tecnico ha risposto: "Non lo so, ho bisogno di riflettere". Cosa pensa del caso Lucarelli e, più in generale, dei divieti imposti ai tifosi dell'Arezzo in trasferta? "A livello burocratico non possiamo entrare in queste dinamiche, perché ognuno fa il suo mestiere e ha le responsabilità per prendere certe decisioni. Ma a livello passionale, noi facciamo questo mestiere fondamentalmente per giocare davanti a uno stadio tutto esaurito, ed è bello a prescindere dalla categoria. Questi divieti li abbiamo vissuti tantissimo l'anno scorso, anche in partite fondamentali: ricordo i nostri mille tifosi a Ravenna, un tifoso a Terni, zero a Perugia, zero a Livorno. Sono cose che si stanno togliendo all'amore e alla passione della gente. Entrare nelle dinamiche per me sarebbe troppo facile: credo che bisogna trovare delle strade alternative per portare allo stadio le persone che si sanno comportare. Se c'è qualche scemo è giusto che stia a casa, ma spesso per qualche scemo pagano tutti gli altri che magari con bambini, genitori, nonni, con la maglietta della propria squadra, vorrebbero andare allo stadio e invece devono restare a casa. Credo che dovremmo lavorare per queste persone". Da centravanti, tra lei e Possanzini chi era meglio? "Io, anche perché lui era una seconda punta, un esterno: io ho fatto più gol di Possanzini. Questo Davide non me ne vorrà, però". Non c'è ancora stato uno 0-0 in questo campionato, probabilmente anche grazie al nuovo regolamento sui recuperi di tempo. Che pensiero ha su queste nuove regole? "Queste nuove regole hanno svegliato un po' tante cose. Mi trovo perfettamente d'accordo su un punto: prima le perdite di tempo erano diventate il mestiere del calciatore, sparivano i palloni, ci si buttava a terra fingendo. Questo è stato un recupero di tempo buttato incredibile: quei minuti in più di tempo effettivo che oggi ci sono sono all'insegna dello spettacolo, perché in quei minuti non puoi perdere tempo, devi giocare. Se prima con una partita di difesa riuscivi a fare venti minuti di tempo effettivo, adesso che ne devi fare sessanta è più difficile metterti lì per sessanta minuti: le squadre devono giocare di più, non puoi speculare e basta. Tantissime gare sono state all'insegna dell'equilibrio, in bilico sugli episodi fino alla fine: credo sia migliorato lo spettacolo. È normale che in qualche situazione bisogna ancora prendere le misure, anche per il VAR, ma fa parte di un percorso, e all'inizio di un percorso bisogna saper accettare anche gli errori, quando ti penalizzano o quando magari ti favoriscono". Con due settimane di sosta in arrivo, che programma di lavoro ha messo in preventivo? "Credo che faremo delle amichevoli: stiamo parlando con la società per capire se si riescono a trovare delle partite di buon livello, che possono essere allenanti per tutti, sia per chi ha giocato meno sia per chi sta giocando e ha bisogno di non perdere la continuità. È una sosta un po' particolare: venti giorni senza giocare non siamo abituati, quindi queste amichevoli possono darci continuità. Sicuramente daremo qualche giorno libero nel post gara e poi decideremo in base alle opportunità che stiamo vagliando quando riprendere: l'idea è quella di fare una o due amichevoli di livello". Chiudendo la conferenza, Bucchi ha invitato a non drammatizzare il momento della squadra: "Martedì e lunedì abbiamo ripreso, abbiamo analizzato la partita di Empoli prendendo le cose positive e quelle su cui migliorare, e poi ci siamo messi un bel sorriso addosso, ci siamo fatti dei bei allenamenti e ci siamo divertiti, perché questo deve essere il nostro spirito. Noi dobbiamo essere una squadra serena, che sappia valutare le cose da migliorare, che sono tantissime, ma anche le cose belle che ci stanno capitando: questa settimana dobbiamo pensare che arriviamo a giocare una partita bella contro un avversario forte, davanti a uno stadio spettacolare. Che vogliamo di più?"

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