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Benevento, Prisco: "Era una liberazione, gruppo vivo nonostante le difficoltà"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:49Serie B
di Luca Bargellini

Benevento, Prisco: "Era una liberazione, gruppo vivo nonostante le difficoltà"

Antonio Prisco, autore del gol vittoria contro la Carrarese, parla del gruppo Benevento, del modulo, delle differenze tra Serie B e C e del sogno Nazionale
Antonio Prisco, centrocampista del Benevento, autore del gol vittoria nel successo esterno contro la Carrarese nella quinta giornata di Serie B, ha parlato ai microfoni di OttoChannel al termine della gara. Il centrocampista giallorosso ha commentato la vittoria, il proprio gol, i moduli a disposizione di Floro Flores e le differenze tra Serie C e Serie B, chiudendo con un pensiero alla famiglia e ai propri obiettivi personali.

Sul significato della vittoria dopo un periodo difficile

"C'è stata una liberazione, perché dopo due settimane per me difficili la squadra ha dimostrato di esserci. Dopo una partita non bellissima, anche condizionata dalla mia espulsione ad Ascoli, siamo vivi: ci siamo, l'abbiamo dimostrato con il Verona, che è una squadra importantissima. Non sto qui a dire quale sia la squadra che siamo, ma l'abbiamo dimostrato oggi in un campo difficile, nonostante la classifica della Carrarese: secondo me non conta nulla, perché hanno valori e ragazzi giovani ma interessanti. Abbiamo meritato la vittoria e dimostrato ancora una volta di che pasta è fatta questa squadra".

Sul gol decisivo

"Ho visto lo spazio, poi ho perso il tempo per imbucare subito su David Okereke. Quando ho spostato la palla non ci ho pensato, ho calciato subito. È stato un momento davvero brutto, perché la palla ha colpito prima il palo, poi non è entrata, ha colpito di nuovo il palo e alla fine, meno male, è entrata".

Sul dilemma tattico tra centrocampo a due o a tre

"È ovvio che con un centrocampista in più vicino ti senti più protetto, però se i due esterni ti danno una grande mano, funziona bene anche a quattro e non a tre. Quando poi hai in squadra giocatori che corrono tanto e fanno un grande lavoro sporco, come Kouan, ti danno davvero una grossa mano. Possiamo giocare a due, a tre o a quattro: abbiamo tante opzioni e il mister, in base alla partita che affronteremo ogni domenica, saprà trovare la chiave giusta".

Sulla differenza tra Serie C e Serie B

"La differenza principale è che devi commettere il minor numero di errori possibile, perché in Serie B sono giocatori importanti che al minimo errore ti puniscono. Dobbiamo essere bravi, soprattutto in fase di possesso, a non forzare e a non perdere troppi palloni, perché altrimenti ti puniscono. Siamo stati bravi oggi a tenere botta fino a quando non è arrivato il gol, e poi bravi a difendere tutti insieme: si è vista una squadra con la voglia di portare a casa una vittoria importantissima, che ci consente di lavorare queste due settimane di sosta con serenità, tranquillità e allegria. Ci godiamo questa vittoria".

Sul lavoro personale e sulla dedica

"Sto lavorando anche grazie alla società, che ci ha messo a disposizione la possibilità di rientrare al pomeriggio: con i professori e i preparatori atletici stiamo lavorando su una cosa che so di dover migliorare, come sapevo già l'anno scorso. Posso solo migliorare. La dedica va principalmente alla mia famiglia, perché sono i primi, se non gli unici, a sostenermi nei momenti difficili, e soprattutto a mio nonno, che è sempre con me: secondo me c'è stato anche il suo soffio su quel gol".

Sulla forza del gruppo dopo un avvio complicato

"Abbiamo solo lavorato più forte di prima. È vero che con il Modena avevamo perso e con il Sudtirol avevamo pareggiato, poi con l'Ascoli la partita è stata condizionata dalla mia espulsione, ma le prestazioni c'erano state: avevamo messo sotto il Modena, che la partita dopo è andato a vincere 0-3 a Cremona. Il Sudtirol gioca benissimo, si vede la mano del suo allenatore, ma a loro non arrivavano i risultati. Per adesso siamo venuti fuori, ma la strada è lunga: la Serie B è difficilissima, perché puoi vincere con chiunque ma anche perdere con chiunque, perché le squadre sono tutte attrezzate. Abbiamo due settimane in più per prepararci al meglio, visto che alla ripresa ci aspetta una partita difficile. L'obiettivo della società resta la salvezza".

Sull'obiettivo personale

"Il mio obiettivo è fare sempre bene. Il mio sogno è arrivare in Serie A con il Benevento e arrivare in Nazionale: è un sogno che ho da quando ero bambino, da quando ho iniziato a giocare a calcio. Godiamoci partita dopo partita e cerchiamo di vincerne il più possibile".

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