Andreoletti si presenta: "Amo le squadre avvelenate, e l'Empoli voglio vederlo così"
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Claudia Marrone
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Oggi alle 13:11Serie B
autore Claudia Marrone
01.10.2026 13:11Serie B
Federico Serra
"Non c'è un motivo per cui non avrei dovuto essere qui, quando a un allenatore giovane arriva la chiamata dell'Empoli c'è poco da pensare, c'è solo da prendere la macchina e arrivare: a oggi rappresenta la più grande occasione della mia carriera. Non ero disposto a prendere tutto quello che passava pur di allenare, cercavo una situazione in cui ci fossero certe condizioni per lavorare, e non potevo pensare a nulla di meglio che questo posto": esordisce così, nella conferenza stampa di presentazione, il neo tecnico dell'Empoli Matteo Andreoletti.
Che ha poi aggiunto: "Alle spalle c'è una società importante che ha sempre valorizzano allenatori e giocatori giovani, ho già un'ottima sintonia con il direttore e ho trovato una squadra viva, frizzante, sbarazzina, quelle che sono le mie caratteristiche. Vedo i ragazzi disponibili, con voglia, anche grazie al lavoro che è stato fatto in precedenza. Ho seguito tutte le gare dell'Empoli, ma per fortuna con la sosta possiamo conoscerci, anche dal punto di vista umano: la conoscenza è ora il primario obiettivo, poi penseremo anche al resto, vedremo quello che sarà l'abito migliore per questa squadra. Parlare però di Palermo è ora prematuro, non sono preoccupato oggi dell'avversario, ci penseremo da settimana prossima".
Il trainer non si sbilancia però sugli obiettivi: "Oggi pensare a un obiettivo è limitante, ci verrà dato da quanto siamo bravi a migliorare. Credo l'Empoli sia la squadra con maggior margine di crescita di tutta la Serie B, ho studiato il campionato, e il nostro obiettivo deve dunque essere quello di passare dal miglioramento individuale per raggiungere il massimo dell'aspirazione: i ragazzi non si dovranno porre limiti, e questo aspetto voglio vederlo anche in allenamento. Sono ambizioso, e voglio vedere una squadra come me, che tiene testa a tutti, che ha entusiasmo. Le mie formazioni le faccio sulla mentalità: amo le squadre avvelenate, e l'Empoli voglio vederlo così".
Conclude dunque: "Di sicuro non si parte da zero, qui non c'è una situazione disperata, né dal punto di vista dei calciatori, né da quello della classifica e neppure dalle idee: le cose ci sono. Ho ben chiaro il fatto di essere un allenatore privilegiato, ci sono tutte le condizioni per fare bene il mio lavoro".
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