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TMW

D'Angelo: "Voglio una Samp senza paura. La classifica dice che dobbiamo salvarci"

TMW
Andrea Piras
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Andrea Piras
Oggi alle 14:18Serie B
23.10.2026 14:18Serie B
L'allenatore blucerchiato ha parlato oggi in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Sudtirol di domani pomeriggio
FotoTUTTOmercatoWEB

Luca D'Angelo si presenta come nuovo allenatore della Sampdoria. Il tecnico abruzzese ha parlato oggi in conferenza stampa dal centro sportivo "Mugnaini" di Bogliasco: "La scelta è stata semplice nel momento in cui i direttori mi hanno contattato. La Sampdoria è una società storica. Da quel punto di vista è un passo molto importante per la mia pseudo carriera. A livello singolo la squadra è buona, è stata una valutazione di tipo storico perché la Sampdoria rappresenta un punto importante".

Si è fatto un'idea della squadra e del momento?
"E' sempre estremamente difficile. Credo che la Sampdoria abbia pagato il fatto che una squadra e società che non può stare in questa categoria. Servono giocatori che abbiano delle caratteristiche differenti e di grande personalità. E' vero che il pubblico della Sampdoria è stratosferico. Ogni volta che sono venuto a giocare qui affascinato da come i tifosi spingessero gli undici in campo".

Domani gioca Vindahl?
"Determinate valutazioni non le posso fare su ciò che è stato. Tanti i giocatori a disposizione sono fuori, probabilmente il mister ha pagato anche questo".

TMW - Lavorerà di più dal punto di vista psicologico o tattico? E cosa vuole vedere domani in campo?
"Sarebbe, oltre che complicato, un cercare di stravolgere qualcosa. In un giorno e mezzo non riesci a introiettare i tuoi dettami. Non c'è bisogno di motivare, il livello di impegno è molto alto. Certo, hanno perso qualche sicurezza e qualche certezza e noi dobbiamo lavorare principalmente su questo. Già da domani dobbiamo assolutamente tirare fuori una grande prestazione e soprattutto, a livello psicologico, non dobbiamo giocare con timore e paura. Possiamo vincere su ogni campo, così come anche perdere, ma non dobbiamo avere timore di giocare partita. Poi quando avremo il tempo di lavorare settimanalmente cercheremo di mettere qualcosa di nostro".

La squadra?
"Quello che ho potuto vedere io mi sembrano ragazzi che tengono alla Sampdoria perché si rendono conto dove si trovano. Un giocatore che ha la bravura e la fortuna di giocare in una società del genere, con questa storia, questo tifo e questo stadio, l'impegno non è da mettere in discussione".

Insigne?
"E' un giocatore estremamente importante per noi. Lo è in campo. E lo sarà anche in queste settimane in cui lui non potrà giocare. Ma ha una grande leadership sia tecnica, che è scontata, che umana".

Che sistema di gioco può utilizzare?
"Al netto dei tanti giocatori che sono fuori, questa squadra ha la possibilità di giocare in più maniere. Non sono un dogmatico a livello di sistema di gioco. Il calcio in questo ultimo periodo sta prendendo una piega differente in cui il posizionamento dei giocatori è variabile. Credo che questa Sampdoria, al netto dei giocatori che sono fuori, può giocare in tante maniere".

Si è chiesto come mai i tanti infortuni?
"Dobbiamo tenere conto che alcuni infortuni sono traumatici come Viti o Sinani. E' casualità. In campionati così intensi ci sono degli infortuni. Nell'ultimo periodo alla Sampdoria, dal punto di vista degli infortuni, c'è stato un accanimento che non fa mancare fiducia da parte mia nei confronti dello staff medico. Ci saranno confronti ma saranno normali".

Ha già parlato di mercato o di cosa manca alla squadra?
"Noi come staff e giocatori dobbiamo pensare la partita di domani e le prossime. Poi il tema mercato si affronterà a tempo debito con i giocatori".

Come sta procedendo il recupero di Esposito?
"Il suo recupero sta procedendo abbastanza bene. Senza affrettarlo. Ha avuto una piccola ricaduta perché Salvatore è un giocatore 'sentimentale'. Va sopra al dolore, non si tira indietro. Mi ha detto che è pronto per la prossima partita ma non è vero. Mette tanta passione, quello che serve. A mio avviso è un giocatore forte e importante che si abbina ad un centrocampo molto forte come quello della Sampdoria. Ha giocatori importanti ma quando vedo quel parterre di centrocampisti ne sono felici. Ed Esposito è forse un po' diverso dagli altri, con più regia e meno contrasto, ma questi ragazzi si abbinano bene. Sono felice di ritrovarlo e di trovare gli altri".

Sulla tenuta psicologica della squadra?
"Per l'esperienza che ho penso che i problemi vadano affrontati faccia a faccia. Io mi ritengo un uomo di campo e se posso risolvere i problemi penserò a farlo in modo calcistico. Spesso di usa l'aspetto psicologico per nascondere carenze tecniche o tattiche. In generale leggo che vengo descritto come un grande motivatore ma io non mi riconosco in questa descrizione. Io sono un allenatore di campo, cerco di dare indicazioni ai giocatori. Poi sono un passionale. Il calcio è uno sport che amo in maniera viscerale, solo mia famiglia amo di più. E i ragazzi devono rapportarsi alla stessa maniera".

C'erano stati contatti in passato con la Samp?
"C'erano stati dei contatti. Con la Sampdoria parlai il sabato pomeriggio, poi c'era la partita e la sera del sabato lo Spezia mi ha richiamato e sono tornato. Allo Spezia, così come al Pisa, sono stato benissimo. Non ho rifiutato la Sampdoria ma è stato solo un discorso di tempistiche".

Domani c'è il Sudtirol che sta andando bene. Che avversario si aspetta?
"E' la bellezza di questo sport: il campo è molto grande e i giocatori sono pochi. Non è semplice. I nomi sono relativi e la classifica lo dimostra. Il Sudtirol è una squadra con un'identità ben precisa, gioca molto corto e in questo allenamento e mezzo abbiamo cercato di prendere eventuali contromisure".

Quali sono gli obiettivi?
"Essendo molto pragmatico dico che in questo momento lo scopo è tirarsi fuori dai guai. E' riduttivo per la nostra società e per i tifosi però bisogna essere sinceri e realisti. La classifica lo dice e a quello dobbiamo attenerci. Poi, siamo la Sampdoria ed è ovvio che dobbiamo avere il pensiero a guardare molto più avanti. In questo momento bisogna essere più pratici e conquistarci pezzo per pezzo ogni partita".

Come migliorare la fase difensiva?
"In questo inizio di campionato è stata non positiva e l'unica maniera per migliorarla è riuscire a lavorare con continuità di reparto. Per fase difensiva significa che tutti i 10 giocatori di movimento debbano avere delle basi a cui appigliarsi".

Fonte: dal centro sportivo "Gloriano Mugnaini", Bogliasco (GE)

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