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Addio a Carpanesi, lo spezzino elegante con Firenze sempre nel cuore
Oggi alle 19:00Primo Piano
di Lorenzo Marucci
per Firenzeviola.it

Addio a Carpanesi, lo spezzino elegante con Firenze sempre nel cuore

E così se ne è andato anche l'ultimo esponente del primo scudetto della Fiorentina, quello del '55-56. Sergio Carpanesi è scomparso oggi all'età di 90 anni. Centrocampista, in quella stagione esordì alle trentunesima giornata contro la Spal a Ferrara e ripagò la fiducia di Bernardini segnando il gol della vittoria. Poi fu utilizzato anche nella gara successiva contro la Sampdoria. Due partite significative per lui ventenne che alla fine potè gioire per il tricolore insieme a Julinho e compagni. In viola rimase fino al '59 poi fu estremamente significativa la sua esperienza alla Roma dove giocò dal '61 al 67. 

L'amore per la Fiorentina e quel fine eloquio

Da allenatore è ricordato soprattutto per gli ottimi risultati con lo Spezia, portato anche in C1 nel 1986 nonostante mille problematiche societarie. Non a caso occupa un posto speciale nella memoria dei tifosi liguri. La Fiorentina è stata però sempre al centro dei suoi pensieri. Carpanesi si è sempre distinto per la sua eleganza, anche nei giudizi, mai beceri. A volte severi ma sempre fatti con stile. Ce lo ricordiamo a metà degli anni novanta ospite fisso negli studi di Tele37, alla trasmissione Goal37 condotta da Michel Isler. Ecco, ascoltare le sue analisi tattiche la domenica sera era sempre un piacere perché riusciva a regalarti sempre uno spunto, un particolare a cui non avevi ancora pensato. 

Carpanesi e il ricordo del primo scudetto 

Tante volte ci ha aperto la porta di casa, in zona Via Francesco De Sanctis per raccontarci le sue sensazioni sull'attualità ma anche per i ricordi della Fiorentina del primo scudetto. E una volta ci disse: "Eravamo una famiglia. La qualità era nota a tutti. E i giocatori erano di una classe purissima. Mi soffermo solo su Magnini e Cervato, che erano una coppia di terzini fantastici: Magnini aveva grandi qualità sul piano acrobatico anche se doveva sempre essere supportato dalla condizione fisica. Cervato era diverso, era più tecnico. Erano davvero unici, per non parlare di tutti gli altri da Montuori a Julinho". 

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