Trapani, Antonini: "Per il Comunale mi hanno chiesto 250 mila euro. Più del San Paolo"
Nel corso del "R Star Palermo Football Meeting", organizzato da Conference403 con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, Consiglio Ordine Avvocati di Palermo, Lumsa e Comune Di Palermo, ha parlato il presidente del Trapani Valerio Antonini che ha fatto il punto della situazione relativo alla sua squadra: “La Sicilia spesso, con quelli che io chiamo forestieri, non è una padrone di casa troppo gentile. Ho comprato due società, una nel calcio e una nel basket investendo complessivamente 25 milioni di euro, vincendo due campionati al primo anno, portando la Serie C a Trapani acquistando quelli che in quel momento erano i migliori giocatori della categoria e portando il basket addirittura fino alla semifinale scudetto e in Champions League. Si è creata prima con il presidente della Federbasket Gianni Petrucci una diatriba a livello nazionale con un procedimento ancora in corso e poi con la Federcalcio per via di una storia che ha coinvolto anche un altro presidente come Massimo Cellino per una questione di crediti compensati che poi si sono rivelati inesistenti".
Sui contrasti con il Comune e il Libero Consorzio di Trapani
"In questa tempesta perfetta si è inserito anche il sindaco di Trapani con cui ero sempre stato in buoni rapporti. Quando ho presentato il progetto per la cittadella dello sport che sarebbe stato finanziato al 100% da un fondo statunitense per una cifra vicina ai 200 milioni di euro, sono diventato il principale problema della città e questo ha portato alla situazione attuale. - prosegue Antonini - Lo stadio Comunale è di proprietà del Libero Consorzio di Trapani, un’ente provinciale molto legato al Comune. Noi avevamo investito oltre 3 milioni di euro per ristrutturarlo ed eravamo pronti a prenderlo in concessione decennale, ma ci hanno chiesto 250 mila euro l’anno per gestirlo, più di quanto il Napoli paga per il San Paolo, visto che Aurelio (De Laurentiis NdR) mi ha detto che paga sui 110 mila euro. Ci siamo ritrovati il 10 luglio senza impianto col rischio di non iscriverci e siamo stati miracolosamente accolti da Palermo".
Il ritorno a Trapani e la lotta legale con la FIGC
"Il fatto che i tifosi del Trapani potessero venire a Palermo, a causa di un campanilismo becero e senza fondamento, ha fatto saltare tutto e siamo tornati in provincia di Trapani. Siccome abbiamo fatto richiesta di risarcimento danni alla FIGC per 19 milioni di euro, una cifra enorme, che ha trovato anche l’accoglimento del Consiglio di Stato che ha richiesto al TAR di prendere una decisione il 7 ottobre. - conclude il numero uno del Trapani - Preferisco portare avanti la squadra in un contesto oggettivamente difficile e aspettare che questa situazione trovi la soluzione finale".






